/ Politica

Politica | 03 aprile 2019, 17:59

Circoncisione clandestina a Genova, Senarega e Ardenti (Lega): "Condanne severissime per chi utilizza questa pratica illegale"

"Fermare il massacro dei più deboli" aggiungono i due esponenti leghisti

Circoncisione clandestina a Genova, Senarega e Ardenti (Lega): "Condanne severissime per chi utilizza questa pratica illegale"

 

“Dalla parte dei più deboli. Occorre fermare il massacro dei bimbi costretti a subìre una circoncisione clandestina per motivi rituali. Il caso del piccolo nigeriano, deceduto la scorsa notte in casa a Genova Quezzi dopo un intervento chirurgico illegale, non è l’unico avvenuto in Italia e i rischi sono ben noti a tutti" commentano Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini e Paolo Ardenti, vice capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini. 

"Pertanto, occorrono condanne severissime per chi, nonostante conosca bene i rischi, utilizza lo stesso questa pratica a prescindere dal risultato. Infatti, molti bambini spesso vengono salvati in extremis oppure rimangono menomati o riportano complicanze di vario tipo, che poi richiedono assistenza sanitaria. Se l’infibulazione per le femmine è stata vietata, la circoncisione rituale per i maschi può continuare a essere ammessa, ma l’intervento chirurgico deve essere effettuato solo da medici e in strutture sanitarie autorizzate (tenendo conto che i rischi aumentano parecchio quando il bimbo è in età neonatale o ha pochi anni di vita)".

"Inoltre, nel caso di strutture pubbliche, trattandosi di operazioni da considerare tecnicamente parificabili a quelle di natura estetica e che quindi esulano dall’imprescindibile diritto alla salute, garantito dalla normativa italiana, appare giusto che la prestazione non sia coperta dal Servizio sanitario nazionale perché la sanità pubblica (quindi i cittadini) non può farsi carico anche di prestazioni extra mediche o non terapeutiche. In altre parole, i genitori che vogliono seguire un rituale ma non vogliono pagare per l’intervento chirurgico, che costa poche centinaia di euro, possono rinunciare al rito. Anche perché il bimbo può vivere benissimo e in salute senza essere circonciso".

"Ne consegue che inserire la circoncisione rituale nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) della sanità pubblica non appare una proposta di buon senso da accettare - concludono - Semmai, occorre fare una campagna di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei genitori per evitare che si rivolgano a persone senza scrupoli che effettuano operazioni illegali di circoncisione".

Comunicato stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium