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Attualità | 06 aprile 2019, 07:00

Rischia di andare deserto il bando accoglienza: non partecipano le cooperative savonesi

Si attende l'apertura delle buste del bando pubblicato dalla Prefettura e voluto dal Governo con il Decreto Sicurezza. A rischio 150 posti di lavoro.

Rischia di andare deserto il bando accoglienza: non partecipano le cooperative savonesi

Un bando che potrebbe andare deserto in quanto le cooperative savonesi secondo le prime informazioni, ma si saprà solo all'apertura delle buste, pare che in massa non abbiano partecipato. Voluto dal Governo con il Decreto Sicurezza e pubblicato a fine febbraio dalla Prefettura di Savona e scaduto venerdì 5 maggio, riguarda i fondi destinati all'accoglienza dei cittadini stranieri.

Le 12 cooperative impegnate nell'accoglienza (Arcimedia, Ati Fondazione Caritas, Bianca Costa Bozzo, Cooperarci, I Girasoli, Il Faggio, Il Percorso, L'Ancora, La Strada Giusta, Jobel, Ninfea e Ningella) i primi di marzo avevano preparato un comunicato congiunto che si dichiarava contrario. 20.50 euro (18.50 euro più 2.50 euro di pocket money oltre ai 150 euro d'ingresso e la scheda telefonica) questa la cifra destinata quotidianamente a ogni singolo ospite nettamente dimezzata rispetto ai 35 euro dello scorso anno.

"Confermo che noi non abbiamo partecipato al bando - dice Laura Gengo di Cooperarci - attualmente siamo in una situazione di proroga tecnica perchè non c'è ancora una gara affidata. Non ce la siamo sentita, vedremo cosa deciderà la Prefettura".

Ai bandi oltre ai gestori attuali poteva partecipare anche chi ha a disposizione gli alloggi. A rischio i circa 150 posti di lavoro di chi opera nella gestione nella sola provincia di Savona, attivi nei centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) che negli Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo politico) e i circa 900 migranti presenti nei centri sarebbero sistemati in altre strutture con probabilmente più di 50 ospiti. 

In caso di partecipazione al bando i vincitori potranno cominciare a operare dal primo maggio fino al 30 aprile del 2020.

Luciano Parodi

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