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Attualità | 25 maggio 2026, 18:21

"Sulle terrazze di Alassio resta l'idea di un mondo più giusto": Antonio Ricci ricorda Carlin Petrini

Il patron di Striscia la Notizia commemora l'amico di una vita a margine dei funerali: "Eravamo affini nei valori. Il ricordo diventi un impegno: che la fiamma che ha acceso continui a divampare"

Carlo Petrini e Antonio Ricci

Carlo Petrini e Antonio Ricci

"Mai come in questo momento, dove tutto è ingiusto e non è pulito, sembra impossibile che qualcuno anni fa abbia indicato la via mostrando che un mondo migliore, etico e sano, è possibile." Sono parole cariche di commozione quelle con cui Antonio Ricci, autore televisivo e padre di Striscia la Notizia, ha salutato Carlo Petrini sul prato dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, durante la commemorazione funebre del fondatore di Slow Food e Terra Madre. A raccogliere la testimonianza di Ricci è stato il Corriere della Sera.

"Il ricordo di Carlin deve diventare un impegno a far sì che la fiamma che ha acceso con Terra Madre e Slow Food continui a divampare - ha aggiunto Ricci - E sono convinto che così sarà".

Un'amicizia lunga mezzo secolo, nata nel 1973 al Club Tenco di Sanremo, mai interrotta. "Da quando ci conoscemmo nel '73 a Sanremo, al Club Tenco, non ci siamo mai persi", ha raccontato Ricci al Corriere. Lo stesso Petrini, di recente, aveva indicato l'autore televisivo tra le persone che frequentava di più, insieme all'archistar Renzo Piano. E proprio con Ricci e Piano, il patron di Slow Food stava lavorando a un progetto concreto e visionario destinato a restare incompiuto: l'Orto rampante, venti ettari di agricoltura eroica sulle terrazze di Alassio, tra erbe aromatiche e uliveti.

Il progetto, che porta il nome evocativo di un'agricoltura verticale e tenace, si inserisce nella tradizione delle coltivazioni in terrazzamento che caratterizzano la Riviera ligure di Ponente: un paesaggio costruito nei secoli dalla fatica contadina, oggi sempre più a rischio di abbandono. L'idea di Petrini, Ricci e Piano era quella di farne un modello di resistenza e resilienza, coniugando la cultura gastronomica di Slow Food con la vocazione architettonica e ambientale di Piano e la capacità comunicativa di Ricci. "Più di un'idea, stavamo costruendo un progetto di resistenza e resilienza - ha spiegato Ricci al Corriere della Sera - Ora che Carlin non c'è più cercheremo di proseguire".

Il legame tra i due aveva trovato espressione anche in televisione. Striscia la Notizia ha dedicato a Petrini due sigle: la prima nel 2000, Formaggi selvaggi, nata in onore del festival Cheese, con il Gabibbo che cantava "Ma che felicità ci dà la biodiversità"; la seconda nel 2019, Tempacci, a sostegno della campagna "Un albero in più" lanciata insieme a Stefano Mancuso, al vescovo Domenico Pompili e alla Comunità Laudato Sì, con il Gabibbo che esortava ogni sera il pubblico: "Con la CO2 così asfissiante, pianta tante piante". 

Ma tra i due c'era anche posto per l'ironia e la leggerezza. Ricci ricorda con affetto le "zingarate" condivise, come il viaggio in Francia a bordo di un improbabile pulmino dorato. "In un Autogrill ci fermarono delle persone incuriosite chiedendoci chi fossimo - ha raccontato Ricci - e Carlin rispose serio, come se stesse affermando l'ovvio, che eravamo il gruppo degli Abba".

"Mi mancherà tanto - ha concluso Antonio Ricci - Eravamo affini nel modo di pensare e nei valori. E sapevamo anche ridere". 

Redazione

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