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Cronaca | 11 dicembre 2019, 11:45

Finale Ligure: "Mio figlio disabile ha urgente bisogno di una sedia a rotelle nuova adeguata alla sua scoliosi"

Racconta la madre: "Un calvario che ormai si protrae dallo scorso marzo. Non chiedo l'impossibile, solo il minimo indispensabile perché mio figlio abbia una vita dignitosa"

Finale Ligure: "Mio figlio disabile ha urgente bisogno di una sedia a rotelle nuova adeguata alla sua scoliosi"

“È iniziato a marzo scorso il calvario per ottenere una sedia a rotelle adeguata per la grave scoliosi di mio figlio. Ormai è passato quasi un anno e ancora la vicenda non si è risolta”. A parlare è una madre finalese, che ci racconta le problematiche del ragazzo, affetto da una grave disabilità motoria.

“Mio figlio ha 17 anni – ci spiega la madre – e nel 2020 entrerà nel diciottesimo. Ha portato il busto per lungo tempo ma anche con esso la sua postura in seduta era storta, inoltre il busto gli causava piaghe da decubito. Alla visita di marzo 2019 all’ospedale Gaslini mi è stato detto che ormai il suo percorso di crescita e sviluppo è terminato, per cui mi avrebbero temporaneamente dato una sedia a rotelle adeguata per questa sua patologia fin da subito e, dal 2020, più o meno in concomitanza con il passaggio alla maggiore età (e quindi il cambiamento degli ausili assistenziali), quella definitiva”.

Prosegue la donna: “Mi sono recata alla Asl di Finale Ligure con le radiografie del Gaslini, mio figlio è stato visitato da una équipe comprendente un fisiatra, un neuropsichiatra, un ortopedico e altri specialisti, dopodiché sono andata via soddisfatta e sollevata da quei controlli così scrupolosi. E invece per un mese è calato il silenzio. Chiamo per chiedere spiegazioni e mi dicono che l’ortopedico ha cambiato struttura lavorativa, mi danno il suo nuovo numero, lo contatto.

A giugno riesco a ottenere soltanto un piccolo pezzo di ricambio, una nuova pelotta per la sua sedia a rotelle (un supporto sotto le braccia) perché quella vecchia era ormai talmente usurata che mio figlio aveva un pezzo di ferro che gli premeva sull’ascella”.

Con il racconto della madre arriviamo alla fine della stagione estiva: “In estate mio figlio inizia a perdere peso e questo contribuisce a rendere la vecchia sedia a rotelle sempre più inadeguata, mio figlio sembra che ci si perda dentro, scivola e cade. Ulteriori radiografie a Santa Corona rivelano un peggioramento della scoliosi, imputabile anche a una postura inadeguata. Per cui ricontatto l’Asl chiedendo di anticipare i tempi e mi viene organizzato un incontro a Savona con un ortopedico proveniente da Reggio Emilia. Vengono prese le misure, progettata la seduta in materiale traspirante ad alveare, tutti gli accorgimenti tecnologici del caso, dopodiché mi viene detto che per avere la sedia servirà l’autorizzazione dell’Asl. Nuova fase di silenzio, protrattasi per una decina di giorni, finché il mio ex marito viene a scoprire che la prescrizione si è persa nei meandri di Savona e non è mai giunta alla Asl Finalese. Lui si impunta, riesce ad ottenere l’arrivo a Finale della prescrizione, ma da quel momento cala di nuovo il silenzio”.

E siamo così arrivati, nel racconto della madre, ai nostri giorni: “Oggi mi dicono che entro Natale mio figlio non avrà di certo la sua nuova sedia a rotelle. Oltre al problema della scoliosi, quella che ha è vecchia e usurata, la cinghia pelvica sta cedendo ed è diventato impossibile portare anche solo mio figlio a fare una passeggiata perché rischia continuamente di cadere”.

Conclude la madre: “Anche nelle trasferte al centro di riabilitazione polivalente ISAH di Imperia i militi della Croce Bianca devono tenere fermo in ambulanza il ragazzo per evitare che cada. A tal proposito vorrei esprimere parole di gratitudine verso la Croce Bianca di Finalmarina, la Consulta del Volontariato di Finale Ligure e l’ISAH di Imperia, tutti premurosi e attenti alle esigenze di mio figlio. Per il resto, non chiedo l’impossibile: questi presidi sanitari hanno un costo elevatissimo, di diverse migliaia di euro, e se avessi i mezzi avrei già comprato la nuova sedia a rotelle a mio figlio da tantissimo tempo. Ma chiedo solo il minimo indispensabile perché mio figlio possa vivere un’esistenza decorosa pur nella sua disabilità”.

Alberto Sgarlato

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