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Sanità | 08 aprile 2020, 18:00

Aumentano le nascite a Savona e Pietra Ligure ma i papà non possono assistere al parto. Primario Gaiero: "Dobbiamo tutelare tutti"

Per prevenire la minaccia del Coronavirus, i reparti sono stati blindati, portando, per via precauzionale, per garantire la sicurezza, ai mariti, ai papà ad non poter assistere alla nascita dei propri bimbi

Aumentano le nascite a Savona e Pietra Ligure ma i papà non possono assistere al parto. Primario Gaiero: "Dobbiamo tutelare tutti"

193 i nuovi nati dall'inizio del 2020 nell'ospedale San Paolo di Savona e 143 nell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Un incremento circa del 10% rispetto allo scorso anno delle nascite.

Un segnale positivo in questo difficile momento legato all'emergenza Coronavirus. Abbiamo fatto il punto con il primario del reparto di pediatria e neonatologia del nosocomio savonese il dottor Alberto Gaiero.

"Una buona notizia. Facendo una proiezione sui 12 mesi saranno circa 700 a Savona e 550 a Pietra, questo vuol dire che le due ostetricie stanno lavorando bene anche nel rapporto con la neonatologia, un risultato positivo. Il parto è un evento lieto e fisiologico, l'importanza è sapere che qualsiasi parto si può complicare. Il dottor Cohen da sempre era stato molto preciso, infatti il pediatra è sempre presente al momento della nascita, con la speranza di non dover far nulla, se non sorridere alla mamma, consegnargli il bimbo e fare una prima valutazione" spiega il dottor Gaiero.

Per prevenire la minaccia del Coronavirus, i reparti sono stati blindati, portando, per via precauzionale, per garantire la sicurezza, ai mariti, ai papà ad non poter assistere alla nascita dei propri bimbi.

"Sono le limitazioni aziendali e ministeriali utilizzate dalle neonatologie, dobbiamo tutelare tutti ed in primis noi stessi, gli operatori che sono a contatto con le persone, purtroppo molti sono stati contagiati e hanno perso la vita, nell'ottica di una prevenzione del personale sanitario si cerca di limitare al massimo l'ospedalizzazione e l'ingresso di persone non obbligatoriamente presenti nei vari reparti. E' un momento non facile, di enorme difficoltà, anche per le mamme trovarsi da sole, lo sforzo viene richiesto a tutti, ognuno deve fare la sua parte" continua il primario savonese.

Per far abbracciare il prima possibile ai propri papà i neonati, è stato deciso di effettuare dimissioni rapide, anche dopo 50 ore dal parto.

"Abbiamo predisposto di cercare di ospedalizzare al minimo e far rientrare il meno possibile in ospedale i neonati con le mamme. In caso di dimissioni precoci se il bambino ha già un fratellino contattiamo il pediatra, se così non fosse i nostri servizi consultoriali ci assicurano una rivalutazione entro 24/48 ore. Cerchiamo di promuoverla in modo protetto, assicuriamo un appuntamento se non è presente un pediatria di prima scelta disponibile" prosegue Alberto Gaiero.

 "Da un punto di vista strettamente clinico la parte pediatrica ad ora fortunatamente non ha dato molti problemi, le difficoltà sono riconoscere quali sono i bambini realmente potenziali per questo Covid19, rispetto all'adulto la sintomatologia è piuttosto sfumata, stiamo vedendo che è molto importante il contatto con persone che hanno avuto questa infezione non per forza diretto, ne abbiamo avuto uno positivo nel cui palazzo c'è stato un caso di Coronavirus". 

Luciano Parodi

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