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Attualità | 19 maggio 2020, 16:42

Sonia Viale a Radio Onda Ligure: "Siate prudenti in questa Fase 2 o sarà obbligatorio un altro lock down"

L'assessore regionale alla Sanità fa il punto su vari aspetti, dall'utilizzo della mascherina alla sanificazione delle ambulanze

Sonia Viale a Radio Onda Ligure: "Siate prudenti in questa Fase 2 o sarà obbligatorio un altro lock down"

Radio Onda Ligure ha fatto oggi il punto della situazione con l’Assessore alla Sanità (e vice Presidente regionale) Sonia Viale, sulla situazione a pochi giorni dalla ripresa della vita con l’apertura delle attività su tutto il territorio della Liguria.

Lo ha fatto Maurilio Giordana, in una delle tante interviste che vengono proposte in questi giorni dall’emittente ponentina. “Siamo reduci da un periodo di picco emergenziale – ha esordito Sonia Viale - che ha messo a dura prova anche il sistema sanitario della regione, che ha dato buona prova riorganizzandosi in poco tempo. Abbiamo visto raddoppiato il numero delle terapie intensive, con un ‘picco’ avuto nei primi giorni di aprile. Con la progressiva riduzione dei ricoveri stiamo riprendendo le attività sospese ed ora stiamo lavorando per aprire le nuove prenotazioni per il mese di giugno. Per l’andamento della pandemia continuiamo a fare grande attenzione, anche in funzione della riapertura delle attività economiche, visto l’andamento in calo sul piano epidemiologico. Dall’ultima rilevazione in Liguria il fattore ‘R con T’ è a 0,48 ma, in caso di ripresa dei focolai potrebbe risentirne la possibilità di tenere aperte le attività”.

Da oltre 15 giorni siamo davanti a numeri che, soprattutto in chiave contagi, ci consegnano una situazione positiva. Ma sono dati che si riferiscono ancora ad un periodo di lock down, in cui i contatti tra le persone non erano quelli attuali. A giorni potremo avere dati che, invece, sono riferiti proprio alle riaperture. Se i numeri, cosa che ovviamente non ci auguriamo, dovessero nuovamente innalzarsi siete pronti anche a richiudere? “Se dovesse accadere sarà necessario e questo lo hanno capito anche i cittadini, perché gli accorgimenti rispetto alla riapertura sono precauzioni fondamentali e mi sembra di capire che siano ben compresi dalla popolazione. Se rispettiamo le regole igienico-sanitarie, possiamo sicuramente evitare la diffusione del contagio. Nel momento in cui ci fosse una ripresa dovranno essere adottate delle scelte conseguenti, perché in primis viene la salute delle persone”.

C’è la possibilità, come hanno fatto alcuni comuni, che la Regione emani un’ordinanza per portare le mascherine obbligatorie anche in strada? “Una criticità sollevata da molti il fatto che qualcuno le getta in strada ed abbiamo voluto dare un segnale severo, emettendo un’Ordinanza con sanzioni per chi non ha cura ed attenzione di ciò. Sono previste multe da 300 a 3.000 euro e ci sono comuni che hanno previsto l’uso delle mascherine anche camminando per strada, tranne chi fa sport. Sono regole prudenziali e noto che le persone le stanno seguendo. Saranno chiamati anche gli esponenti del commercio a far rispettare le regole, perché ne va del nostro tessuto socio economico”.

Terminiamo con la polemica relativa alla sanificazione delle ambulanze: “Mi spiace sia sorto questo malinteso. Le ambulanze sono tutte sanificate anche prima del Covid-19, visto che in altri casi possono essere trasportati pazienti che hanno virus trasmissibili. E questo è anche oggetto del rimborso delle spese per l’attività di sanificazione oltre ad essere una condizione per l’accreditamento delle Pubbliche Assistenze. Per la gestione dell’emergenza voglio fare un enorme ringraziamento a tutti i Volontari per come hanno affrontato l’emergenza. Per questo il 118 ha stabilito che, anche per loro, vengano effettuati i test seriologici, equiparandoli al personale sanitario. E’ chiaro che, nel momento in cui tutti possono essere positivi, avere solo alcune ambulanze dedicate al Covid-19 è superato. Ora è infatti corretto che tutto il sistema dei trasporti sanitari sia attrezzato per affrontare la criticità, fatto a carico del servizio sanitario pubblico”.

Redazione

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