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Attualità | 24 luglio 2020, 15:30

Pullman della movida sempre meno gestibili, gli autisti Tpl chiedono aiuto alle Forze dell'ordine: “Sulla sicurezza serve un lavoro congiunto"

Mancanza delle mascherine, non rispetto delle distanze e situazioni sempre “border line” per l'incolumità di passeggeri e autisti

Pullman della movida sempre meno gestibili, gli autisti Tpl chiedono aiuto alle Forze dell'ordine: “Sulla sicurezza serve un lavoro congiunto"

Il ritorno di fiamma del Covid19, seppur ben lontano dalle drammatiche settimane di marzo e aprile, è tornato a irrompere prepotente nella nostra provincia. Oltre 1.500 persone in isolamento dopo la scoperta del cluster del Sushi bar di Savona, con un'età media dei contagi notevolmente abbassatasi rispetto ai mesi scorsi, eppure non tutti sembrano aver appreso la lezione.

Si ha questa sensazione frequentando alcune piazze, specialmente di sera, ma soprattutto guardando a quanto si verifica sugli autobus cosiddetti "della movida", principalmente sulla linea 40, quella che da Finalborgo raggiunge Andora e attraversa quel tratto di costa savonese dove si trovano concentrate la maggior parte delle discoteche della riviera di ponente.

Pugni e calci alle porte e ai finestrini, cori da stadio, ragazzi senza magliette e mascherine inesistenti”. E' questo lo scenario che si è trovato ad affrontare un paio di notti fa Massimo Nari, responsabile della sicurezza di Tpl Linea, alla guida del suo bus nel turno notturno. L'autista ha così dovuto interrompere la corsa e contattare le Forze dell'ordine, prontamente intervenute nel risolvere il sovraffollamento eccessivamente esagitato del bus.

Una scena non isolata, dove all'eccesso di violenze nei confronti dei mezzi e degli autisti, fortunatamente solo verbale in quest'ultimo caso, si unisce un preoccupante menefreghismo circa le norme sanitarie: “A qualche collega è capitato addirittura che pigiando sul pulsante di emergenza qualcuno abbia aperto una porta posteriore. Purtroppo siamo abituati, ma pensavamo che almeno con l'emergenza Covid le cose potessero essere più sotto controllo e invece non è cambiato nulla, nonostante lo Stato di emergenza in Italia sia prossimo alla proroga”.

Così non è stato invece, e allora l'azienda ha deciso di muovere alcuni passi con le Forze dell'ordine, scrivendo al Prefetto e ai comandi dei Carabinieri di Alassio e Cairo, al fine di individuare ulteriori azioni di contrasto: “Nel nostro ruolo di polizia amministrativa nulla possiamo contro il mancato rispetto delle norme anti Covid. L'azienda ha avviato il programma di supporto ai controllori con la vigilanza privata, ma spesso non basta. Sarebbe necessario intervenire all'uscita delle discoteche, quando i ragazzi salgono sul mezzo superando ampiamente le capienze consentite in questo periodo, ad esempio scaglionando gli accessi sui diversi pullman”.

Ci dev'essere un lavoro congiunto. Capiamo si tratti di un momento particolarmente delicato e complicato per tutti, ma la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia dev'essere al primo posto - conclude Nari - non ci devono essere scuse su questo punto. C'è stato un calo dei passeggeri negli scorsi mesi, dobbiamo riconquistare la fiducia della clientela e per farlo serve rispettare tutte le norme, come succede con la sanificazione dei mezzi ogni sera. Noi autisti siamo lì per lavorare, non per bacchettare, però chiediamo impegno a tutte le parti chiamate in causa”. 

Mattia Pastorino

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