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Attualità | 08 agosto 2020, 10:00

É il giorno della Milano-Sanremo senza il savonese: quanti ricordi tra i passaggi in autostrada con caduta e il transito alle Manie

Con il dottore e storico del ciclismo Carlo Delfino abbiamo ripercorso la storia della classicissima nella provincia di Savona nonostante il diniego dei sindaci di questa storica edizione

É il giorno della Milano-Sanremo senza il savonese: quanti ricordi tra i passaggi in autostrada con caduta e il transito alle Manie

"Si tratta di uno stravolgimento epocale e non sarà facile quest'anno per noi savonesi che la Milano-Sanremo ce l'abbiamo scolpita nel dna".

Questo il commento del medico chirurgo di Varazze Carlo Delfino, storico e appassionato di ciclismo, che ha scoperto grazie ad un suo ritrovamento fotografico della presenza di un ciclista belga, Stan Ockers, nella storica foto che ritrae Fausto Coppi e Gino Bartali nel tanto dibattuto passaggio di borraccia al Tour de France sulla salita del Galibier nel 1952.

Con lui ci siamo soffermati su una Classicissima che a causa del diniego dei sindaci costieri della provincia di Savona ha visto Rcs, organizzatrice della gara, cambiare il percorsi storico. Cenni storici, ricordi, modifiche di una corsa che non vedrà la nostra costa ma che proviamo a ripercorrere nel ricordo e nell'attesa del ritorno il prossimo marzo.

Dalla nevicata storica degli anni 20, alle 6 vittorie di Costantino, detto Costante, Girardengo, la sfida con Giovanni Brunero e l'incidente che gli è costato la vittoria nel 22, il trionfo contestato della camicia nera Pietro Chesi, passando per lo storico cellese Gepin Olmo e la vittoria epica di Fausto Coppi del 1946.

"Un percorso che non è mai stato regolare, ci sono state tante modifiche, nel 60 fu inserito il Poggio, nel 65 venne chiusa la galleria della Caprazoppa e si passò da Gorra, nell'82 venne inserita la Cipressa e nel 93, 94 la corsa ha preso l'autostrada, visto lo sciopero Piaggio a Finale" spiega Delfino.

Diversi sono stati proprio i passaggi sull'A10 a causa dei diversi problemi sull'Aurelia soprattutto causati dalle frane.

"Nel 2003 ci fu frana ad Alassio e i corridori entrarono in autostrada ad Albenga e uscirono ad Andora, in quel caso ci fu pure una caduta sull'A10 che ha visto coinvolti circa 40 ciclisti" continua lo storico varazzino.

Nel 2008 ci fu una deviazione alle Manie a causa di una frana su Capo Noli e il percorso fu cambiato fino al 2012. "Cambiava la corsa non tanto per la salita ma per la discesa, i ciclisti infatti andavano in fila indiana e dal primo all'ultimo c'erano circa 2 minuti e due mezzo, arrivati a Finale il gruppo si spaccava completamente" prosegue Delfino.

Spazio ad un nuovo passaggio in autostrada nel 2013 con la neutralizzazione della corsa a causa della neve con l'uscita poi a Cogoleto. Nel 2016 per via della frana ad Arenzano spazio ancora al passaggio in A10 da Genova Voltri proprio con uscita nel comune arenzanese.

"Ci sono diversi fattori che complicheranno la gara: la distanza (arriverà a più di 300 km), il caldo (la disidratazione e i rifornimenti acqua), il percorso più difficile (ad esempio la salita di Santo Stefano Belbo con arrivo a Niella Belbo). Sono particolarmente curioso su come verrà interpretata la corsa, l'evoluzione. Sarà una corsa difficile da tenere, 6 corridori sono pochissimi, ci sarà poco controllo per le squadre dei velocisti con pochi gregari. Quando arrivano dopo 300 km li senti nelle gambe" ha specificato Carlo Delfino.

"C'è assolutamente molta attesa per questa variazione tecnica, i velocisti infatti non arriveranno freschi al traguardo. Chi sarà favorito? I ciclisti che tengono la lunga durata, da Sagan, a Trentin passando per Van Aert ma anche lo stesso Nibali. Godiamoci la gara e speriamo che si ritorni sulla riviera" conclude lo storico e medico di Varazze.

Luciano Parodi

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