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Sanità | 11 novembre 2020, 21:40

Trasferimento del punto nascite del Santa Corona, la UIL FPL: "Portiamo mamme e neonati al San Paolo, dove si sono verificati diversi focolai"

L'organizzazione sindacale sul nosocomio savonese: "Oltre 100 casi di positività tra il personale, a riprova l'ultimo avvenimento è di oggi, in cui l’intero reparto di medicina 2, al quinto piano, è stato posto in quarantena fino al 19 novembre"

Trasferimento del punto nascite del Santa Corona, la UIL FPL: "Portiamo mamme e neonati al San Paolo, dove si sono verificati diversi focolai"

"La gestione dell’emergenza sanitaria in Regione Liguria, con il suo ultimo atto in ordine temporale la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e il contestuale trasferimento del punto nascita presso l’Ospedale San Paolo di Savona, sta portando alla luce del sole la prospettiva poco lungimirante e contraddittoria in particolare modo nella gestione della governance unica di AliSa". Così, attraverso una nota ufficiale, la segreteria  UIL FPL Ponente Ligure Imperia e Savona.

"L’Asl 2 Savonese, ha più volte dichiarato alle OO.SS., la volontà di mantenere il P.O. di Santa Corona “Covid Free” ed oggi portiamo mamme e neonati in un P.O. San Paolo a forte vocazione Covid in cui si sono verificati diversi focolai anche nei reparti di degenza dichiarati No Covid e con oltre 100 casi di positività tra il personale, a riprova l'ultimo avvenimento è di oggi, in cui l’intero reparto di medicina 2, al quinto piano, è stato posto in quarantena fino al 19 c.m. e la zona filtro della neo ginecologia è effettuata sui terrazzi, in attesa dell’inizio dei lavori di adeguamento per creare una vera zona filtro - si legge nel documento firmato dall'organizzazione sindacale - Il progetto iniziale, della nuova azienda sanitaria ligure, si prefiggeva un modello Liguria, da proporre anche a livello nazionale, con una riforma sanitaria e sociosanitaria che per noi è rimasta pressoché solo abbozzata creando più difficoltà che benefici. La mission era uniformare le procedure delle 5 Asl, evitare sprechi, fornire omogenee risposte ai bisogni dei cittadini, ma in realtà abbiamo più volte potuto toccare con mano il mancato raggiungimento di tali obiettivi come ad esempio procedure selettive per concorsi pubblici complesse e affette da imbarazzanti ritardi nell’espletamento delle prove, vedi ultimo il bando unificato per Operatori Socio Sanitari ad oggi fermo; la privatizzazione dei presidi ospedalieri di Cairo, Albenga e Bordighera ad oggi in stand by, i “nuovi” ospedali promessi, una miope formazione in termini numerici dei professionisti della salute con l’accesso ai corsi universitari".

"Da sempre ed in particolare modo dall’inizio dell’emergenza le organizzazioni sindacali avevano chiesto la condivisione in modo attivo delle scelte adottate al fine di prevenire un collasso del sistema sanitario regionale, invece la realtà dei fatti è che abbiamo assistito solo ad una lunga serie di informative molte delle quali, abbiamo preso conoscenza, prima dagli organi di stampa che nei luoghi preposti alla trattativa. Crediamo che le scelte debbano esser sempre condivise, al fine di coinvolgere in modo attivo, tutti gli attori che fanno parte del processo e se questo non avviene è difficile restare inermi a determinate scelte che, seppur in un contesto emergenziale, fanno scaturire la rabbia di cittadini, e lavoratori, privati di un ulteriore pezzo, di sanità. Concludendo, ieri sera la UIL e le altre organizzazioni sindacali, hanno firmato insieme ai Sindaci  dei distretti socio sanitari, il documento a sostegno della ostetricia e ginecologia del Santa Corona" la chiosa finale della segreteria  UIL FPL Ponente Ligure Imperia e Savona.

Comunicato Stampa

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