“Non si può liquidare con un voto contrario una richiesta che nasce da preoccupazioni concrete, sollevate da chi lavora ogni giorno nel sistema dell’emergenza-urgenza. Con il nostro ordine del giorno abbiamo chiesto di mantenere pienamente operativa la centrale del 118 di Savona e di aprire un confronto serio sulle conseguenze dell’accorpamento delle centrali liguri. Non abbiamo chiesto di bloccare a priori la riforma, ma di fermarsi il tempo necessario per approfondire le criticità e individuare la soluzione migliore per il nostro territorio”. Cosi commentano il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello e Jan Casella di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo la discussione in Aula sull’ordine del giorno relativo alla chiusura della centrale operativa del 118 di Savona.
“Le preoccupazioni non sono né allarmismo né una battaglia di campanile. Riguardano il funzionamento concreto del sistema di emergenza, il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti e la capacità di garantire interventi tempestivi, soprattutto nelle situazioni più complesse. La centrale savonese rappresenta un presidio operativo con una lunga esperienza, costruita anche grazie alla conoscenza approfondita di un territorio caratterizzato da vallate e collegamenti che richiedono competenze specifiche. Sono aspetti che meritano risposte tecniche”, aggiungono.
“Abbiamo posto una domanda precisa: se si verificasse una grave emergenza mentre la riforma è a regime, con la centrale di Savona chiusa e tutte le funzioni concentrate a Genova, saremmo certi di poter garantire lo stesso livello di efficacia e coordinamento? È una domanda legittima, alla quale bisogna rispondere con dati, analisi e un confronto con chi opera sul campo. Per questo abbiamo chiesto di coinvolgere i tecnici, i vertici delle centrali operative e l’assessorato competente, verificando le criticità emerse nelle precedenti fasi di accorpamento e valutando tutte le soluzioni possibili. La Regione ha il dovere di ascoltare queste osservazioni e di dimostrare, prima di procedere, che la riorganizzazione sia davvero la scelta migliore per garantire la sicurezza dei cittadini”, concludono.
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