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Economia | 15 gennaio 2021, 09:15

ONA News: economia, ambiente, salute e diritto penale

Un tema attuale per la quindicesima puntata di ONA TV, che è stata presentata dal Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo

ONA News: economia, ambiente, salute e diritto penale

Economia e salute e il ruolo del diritto penale. Un tema attuale per la quindicesima puntata di ONA TV, che è stata presentata dal Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo. Tra gli ospiti, oltre a chi scrive, anche il Prof. Avv. Angelo Alessandro Sammarco e il Prof. Franco Colombo, Presidente Filasc.

Nel corso della trasmissione, è stato ribadito che la tutela dell’ambiente, e quindi della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, è il momento centrale per poter programmare il nostro futuro in salute, oltre che, evitare prossimi tracolli economici, come quello che è prevenibile in seguito all’emergenza Covid-19.

L’ONA e il suo presidente hanno, più volte, ribadito che soltanto lo sviluppo sostenibile può assicurare il progresso dell’umanità. Diversamente, la lesione dell’ambiente, con la presenza di amianto, piuttosto che polveri sottili e altri contaminanti, condanna il pianeta al disastro e l’essere umano all'estinzione.

Su questo punto, l’esperienza del Covid-19 è significativa nell’evidenziare che non vi può essere salute, ma anche economia, senza il rispetto della fauna, della flora e di ogni forma di vita, e dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente, in generale, del nostro ecosistema.

Gli appelli dell’ONA, nella tutela dell’ambiente, in chiave preventiva, secondo criteri di precauzione, codificati nel diritto interno e nei trattati europei, rimasti inascoltati, ritornano attuali con riferimento all’emergenza Covid-19.

In questo contesto, l’Italia potrà beneficiare del c.d. Recovery Fund, per 222 miliardi di euro, di cui una buona parte a fondo perduto per 81 miliardi.

Secondo l’ultima bozza del Governo, i 222 miliardi di euro del Recovery Fund, dovrebbero essere ripartiti, per 46,18 nella digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, ovvero 11,45 nella digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A., 26,73 nella digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, infine, 8,00 nel turismo e cultura 4.0; 68,90 in rivoluzione verde e transizione ecologica ed energetica, ovvero 6,30 nell’impresa Verde ed Economia Circolare, 18,22 nella transizione energetica e mobilità locale sostenibile, 29,35 nell’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, 15,03 nella tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica; 31,98 per infrastrutture per una mobilità sostenibile, ovvero, 28,30 nell’alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0, 3,68 nell’intermodalità e logistica integrata; 28,49 per l’istruzione e la ricerca, ovvero, 16,72 nel potenziamento delle competenze e diritto allo studio, 11,77 dalla ricerca all’impresa; 27,62 per inclusione e coesione, ovvero, 12,62 nelle politiche per il lavoro, 10,83 nelle infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore e 4,18 negli interventi speciali di coesione territoriale; 19,72 per la salute, ovvero, 7,90 nell’assistenza di prossimità e telemedicina e 11,82 nell’innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Queste risorse, che costituiscono l’ultima occasione, debbono essere utilizzate per sopperire alla crisi economica e al rischio di carenza di lavoro, che potrebbe essere il risultato di molte imprese in crisi in seguito al Covid-19.

L’economia italiana sta vivendo un periodo di forte tensione, anche per incapacità dei politici di visione organica e di programmazione. Come, giustamente, evidenziato dal Dott. Franco Colombo, le risorse del Recovery Fund debbono essere utilizzate, innanzitutto, per la digitalizzazione ed innovazione. Così, per la semplificazione amministrativa e normativa, la sburocratizzazione, e il sostegno alla piccola e media impresa, che costituisce il tessuto imprenditoriale italiano. Invece, in passato, in più occasione, la politica ha favorito sempre alcune grandi imprese, ovvero imprese decotte, oppure, ha determinato l’entrata nello stato in aziende che mai avrebbero potuto produrre un utile, sia sotto il profilo sociale che economico.

La stessa distribuzione a pioggia con sussidi generalizzati non può essere, secondo il Dott. Franco Colombo, la medicina per risolvere la crisi economica che si è creata. Ancora incomprensibile è l’intervento dello Stato in alcune imprese inquinatrici come, per esempio, lo stabilimento ex ILVA di Taranto. Nel Recovery Plan che è stato predisposto non si fa alcun accenno alla problematica amianto e alla tutela dell’ambiente, con riferimento al disinquinamento, ovvero, alle bonifiche.

Se il Recovery Plan fa riferimento alla riqualificazione degli edifici (€29,3 miliardi), non di meno, non si fa riferimento alla rimozione di amianto e di materiali contenenti amianto, mentre, invece, l’ONA ha continuato ad insistere ed insiste perché l’emergenza amianto sia introdotta nell’agenda di Governo.

Prevenzione primaria: ambiente pulito = salute, ambiente contaminato = malattia.

La tutela dell’ambiente ha un ruolo centrale e decisivo nella tutela della salute, ovvero nel livello di incidenza del numero delle neoplasie. Infatti, in ogni tumore, vi è una componente anche ambientale, ovvero, di esposizione a cancerogeni e stili di vita. Questo ha inciso anche sull’epidemia e sugli effetti per la salute.

Infatti, il Covid-19 ha avuto una più alta incidenza di mortalità proprio nelle regioni del Nord – Italia, che hanno un alto livello di inquinamento dovuto alle polveri sottili ma anche alle stesse polveri e fibre di amianto. Non a caso, la stessa Lombardia ha un numero di mesoteliomi, in particolare, il mesotelioma pleurico, che è circa 1/3 dell’intero territorio nazionale. Ciò è dovuto all’alta industrializzazione e utilizzo di questi minerali.

Così per altri contaminanti. In più, le polveri di amianto hanno tra gli organi bersaglio il polmone e la pleura, con complicazioni cardiovascolari. Lo stesso ambito di incidenza del Covid-19. Per tali motivi, non solo nel corso del 2020 abbiamo registrato quasi 2.000 casi di mesotelioma in netto aumento, ma anche una più alta incidenza di mortalità per l’azione sinergica del Covid-19 e del danno da amianto. Quindi, bonificare i territori, gli ambienti di lavoro e di vita è importante, non solo con riferimento ai materiali di amianto, ma anche di altre sostanze cancerogene e tossiche. In sostanza la cultura della sicurezza deve essere estesa e generalizzata e privilegiare la c.d. prevenzione primaria.

La tutela penale dell’ambiente e della salute.

Nel suo intervento, il Prof. Avv. Angelo Alessandro Sammarco ha ribadito che la salute e l’integrità psicofisica sono i cardini su cui si regge la tutela penale. In quest’ottica, può essere legittimata l’azione penale con riferimento proprio alla necessità di tutelare i beni primari dell’individuo, nella sua dimensione del singolo e della collettività.

In questo ambito, e tenendo conto che l’inquinamento provoca migliaia e migliaia di decessi, e così, anche gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il diritto penale deve evolversi, con una valorizzazione di una tutela anticipata e progressiva.

La forma di tutela ed interdizione delle condotte rischiose e pericolose e di un’anticipazione della soglia di punibilità all’evento di pericolo, di modo che non si giunga alla lesione dell’integrità psicofisica, peggio, della vita.

Si può affermare che la sanzione deve essere progressiva, e deve essere interdittiva di queste condotte. In più, anche la legge sugli ecoreati 68/2015, che in qualche modo ha completato il quadro delle tutele già in essere, in particolare con l’art. 434 c.p.

Il quadro normativo attuale deve essere, comunque, rafforzato con una più elevata tutela dei diritti fondamentali della persona e dell’ambiente.

In questo contesto, deve essere bilanciata la tutela dell’innocente, ovvero di chi è indagato che si presume tale, con quella della persona, ovvero delle persone. La sanzione penale deve essere ancorata a principi di stretta legalità e tassatività con tutte le garanzie costituzionali. Tuttavia, non di meno, occorre proteggere l’ambiente e la salute, e, quindi, la vita degli esseri umani, e anche quella delle future generazioni.

Si prospetta, quindi, la progressione nella graduazione delle ipotesi di fattispecie penali incriminatrici che sono contemplate nel nostro Codice.

Quindi, lo strumento del diritto penale può essere importante per proteggere efficacemente la salute, ed evitare che l’evento di danno coinvolga migliaia di esseri umani. È pur vero che vi è una tutela indennitaria e risarcitoria, ma, allo stesso tempo, il risarcimento non restituisce la vita umana, oppure la salute a chi l’ha perduta.

L’utilizzo intelligente delle risorse europee con l’economia a servizio dell’essere umano e dell’ambiente.

Secondo il Prof. Franco Colombo, proprio le risorse del Recovery Fund sono fondamentali per il rilancio dell’economia e dell’intero sistema-paese. Il tutto, a condizione che si favorisca la piccola e media impresa, ovvero che si sani quella frattura creata con eccessiva burocrazia e iperplasia di norme. Occorre evitare l’assistenzialismo a pioggia ed impiegare le risorse per lo sviluppo delle infrastrutture, per la digitalizzazione, per la semplificazione, ovvero, per tutte quelle misure urgenti che si uniscono al potenziamento del sistema sanitario con attenzione anche al tema della giustizia.

Sotto questo aspetto è importante che la giustizia sia digitalizzata, che abbia tempi certi e celeri, e che sia uno strumento di tutela efficace, rispetto ai diritti, compresi quelli nei rapporti tra imprese e tra imprese e istituzioni pubbliche.

c.s.

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