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Politica | 18 febbraio 2021, 14:56

Punto nascite del Santa Corona, Vaccarezza (Cambiamo) rompe il silenzio: "Tornerà e verrà difeso"

Il pensiero sulla manifestazione di sabato scorso: "Che i cittadini siano diffidenti con la politica ci sta, che alcuni amministratori che hanno fatto della loro vita parte del problema si presentino come la soluzione invece ci sta meno"

Punto nascite del Santa Corona, Vaccarezza (Cambiamo) rompe il silenzio: "Tornerà e verrà difeso"

"Sabato scorso al Santa Corona c'è stata una grande manifestazione in difesa del D.E.A. di II livello e per il ritorno del punto nascite, qualcuno mi ha chiesto perché non ci fossi: voglio raccontarvi quale è il mio punto di vista è anche perché sabato ho ritenuto di non partecipare". Così Angelo Vaccarezza, capogruppo in Regione di "Cambiamo", ha deciso di rompere il silenzio sulla questione legata al nosocomio pietrese. 

Lo ha fatto con un video, pubblicato sulla propria pagina Facebook, dove focalizza le sue riflessioni proprio sul Santa Corona:

"Facciamo un piccolo passo indietro - spiega Vaccarezza - nel 2008 la Regione, guidata dal Centrosinistra con il 'dinamico duo' Burlando-Montaldo, vuole deaziendalizzare il Santa Corona: purtroppo non fui così bravo come gli organizzatori di sabato e non riuscii a portare così tanta gente in piazza, ma d'altra parte le telefonate che arrivavano da Genova avevano spiegato ai lavoratori, sia medici che infermieri, ma allora eravamo nel periodo in cui i medici diventavano primari se andavano sui manifesti, e a tanti amministratori locali, che era meglio non andare in piazza contro la Regione. Cosa successe? Fu deaziendalizzato il Santa Corona, un enorme errore, perdere lo status di azienda significa perdere i confini di un ospedale di grande qualità che in quel momento poteva cominciare a subire i saccheggi. Saccheggi che negli anni dopo cominciarono, sia per cose che andarono via ma soprattutto per mancanza di investimenti che non arrivarono più".

"Che quello fosse il primo attacco al Santa Corona lo capimmo negli anni, dopo aver tolto l'azienda pian pianino si cominciò a puntare il D.E.A. - prosegue il capogruppo regionale di "Cambiamo" - ma perché togliere il D.E.A. di II livello? Forse perché in Liguria ce ne possono essere solo due e l'idea del centrosinistra era quella di portare il D.E.A. molto più a levante che Pietra Ligure. Difendemmo con i denti, io in maniera particolare, quel D.E.A. e vi voglio ricordare quando pochi anni fa il Comune di Savona, già con l'amministrazione Caprioglio, votò una delibera di Giunta in cui chiedeva alla Regione di declassare il Santa Corona. Forse non se la ricordano tutti, anche perché quella delibera poi fu presa dal Consiglio comunale di Cairo Montenotte, non certo da Paolo Lambertini ma dal sindaco Briano. Perché togliere un'azienda e chiederlo da savonesi? Bisognerebbe chiederlo a loro, l'idea che rendere Santa Corona meno efficiente, meno specializzata, meno eccellente, facesse del bene agli altri ospedali della provincia di Savona è un'idea che non ho mai condiviso e non ho mai nemmeno capito".

"Poi cominciò l'inversione di tendenza - aggiunge ancora Vaccarezza - piaccia o non piaccia con l'amministrazione Toti cominciano a cambiare le cose. Si torna di nuovo a investire nel Santa Corona: vorrei ricordare a tutti che la prima uscita dell' assessore alla sanità Giovanni Toti è stata a Santa Corona per inaugurare l'angiografo biplano da 1 milione e 600 mila euro di investimento per dare la dimensione di cosa rappresenti per noi quel D.E.A. di II livello, D.E.A. che non si toccherà mai, unico D.E.A. alternativo a Genova e soprattutto il D.E.A. di servizio a due province in cui lavorano e risiedono 600 mila persone e in cui arrivano, sia durante il periodo invernale e sia durante il periodo estivo, milioni di altri cittadini. Ma questo sarebbe troppo poco, infatti oggi per il Santa Corona sono pronti 60 milioni di euro: non di forme di finanziamento futuribili, ma 60 milioni liquidi a disposizione del nuovo direttore generale dell'ASL 2 dottor Prioli che verranno investiti nella ristrutturazione del Santa Corona prima di tutto dal punto di vista edile. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, vedrete gli interventi per ridare dignità prima di tutto strutturale all'ospedale e poi per cominciare la costruzione del nuovo Santa Corona. Servirà ancora altro, ma intanto questi 60 milioni ci sono, li spenderemo e chi frequenta e vive Santa Corona li vedrà con i propri occhi".

"Ma gli interventi infrastrutturali da soli non bastano. La seconda mission data al dottor Prioli è quella di ridare autonomia all'ospedale Santa Corona, quella che abbiamo perso con la deaziendalizzazione. Facendo diventare l'ospedale un ospedale condiviso su altri nosocomi, è stata persa quella che era l'autonomia storica del Santa Corona e quindi nelle prossime settimane verranno banditi due concorsi: quello di chirurgia e quello di medicina. Avere di nuovo i primari di medicina e di chirurgia, dà la dimensione di quello che noi pensiamo del Santa Corona, di ciò che vogliamo investire sul Santa Corona, di quel D.E.A. di II livello che oggi di nuovo con i suoi primari potrà continuare a erogare quella medicina di grande qualità e ad essere punto di riferimento nazionale per alcune specialità. Il D.E.A. di II livello Santa Corona ripartirà principalmente dai suoi primari".

A seguire il pensiero sulla questione più di stretta attualità, quella legata al punto nascite:

"Il ragionamento del punto nascite, avulso dai ragionamenti che ho fatto fino ad ora, non poteva essere fatto - fa sapere Vaccarezza - non solo il punto nascite tornerà al Santa Corona, ma verrà difeso come lo abbiamo difeso negli anni passati. Ora vi spiego perché non ero presente sabato scorso: sabato scorso davanti ai cancelli del Santa Corona c'erano quelli che il Santa Corona lo hanno voluto deaziendalizzare, quelli che sono stati i problemi di questo ospedale. C'erano quelli che pochi anni fa ritenevano che il punto nascite dovesse spostarsi da Pietra Ligure ad Albenga, cosa assolutamente legittima vista forse dalla 'Città delle Torri', ma cosa sbagliata perché il punto nascite deve rimanere nel D.E.A. di II livello. Insomma, tanta gente ingiustamente preoccupata e ai cittadini mando la mia solidarietà, hanno ragione: tante volte la politica ha promesso e poi non ha fatto, ha tolto e non ha restituito. Quindi che i cittadini siano diffidenti con la politica ci sta, che alcuni amministratori che hanno fatto della loro vita parte del problema si presentino come la soluzione invece ci sta meno".

"Io ci ho sempre messo la faccia, ce l'ho messa negli anni passati e ce la metto oggi - conclude infine il consigliere regionale - so quello che Giovanni Toti vuole fare, so quello che il dg Prioli ha come mission da portare a casa. La mia mission è ridare forza al D.E.A. di II livello del Santa Corona, denari per la sua ristrutturazione, autonomia con i suoi primari e il ritorno del punto nascite. Per avere di nuovo sul nostro territorio un D.E.A. sicuro e tranquillo, coperto dalle bizze della politica che ogni tanto pensa di fare del 'nuovismo' distruggendo quelle che sono le eccellenze. Ma Santa Corona è un'eccellenza che non hanno distrutto ieri e nessuno potrà distruggere nemmeno domani".

Roberto Vassallo

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