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Attualità | 22 luglio 2021, 14:06

Vado, la Sanac ancora in attesa di risposte per l'acquisizione di Acciaierie Italia: "Intervengano i Ministeri competenti"

Nell'autunno del 2020 era stata inviata una lettera al Presidente Toti per illustrarlo della difficile situazione ma non hanno ricevuto nessuna risposta

Vado, la Sanac ancora in attesa di risposte per l'acquisizione di Acciaierie Italia: "Intervengano i Ministeri competenti"

Una difficile situazione che si protrae da tempo per i lavoratori della Sanac di Vado Ligure che attende risposte dopo circa 30 mesi visto che Arcelor Mittal (oggi Acciaierie d’Italia) ha sempre chiesto di prorogare la firma del contratto senza mai arrivare alla definizione del contratto stesso.

La Sanac, infatti in amministrazione straordinaria e gestita dai Commissari, è stata aggiudicata ad Arcelor Mittal, a seguito di una gara pubblica e di un decreto del Mi.SE, nel marzo del 2019. Ma ad oggi il passaggio non è ancora avvenuto.

L'azienda vadese attualmente vanta circa 40 milioni di crediti dalle Acciaierie, per produzioni consegnate e fatturate e oltre a presentare numerosi decreti ingiuntivi, ha presentato un ricorso d’urgenza ex art.700 al Tribunale di Milano per ottenere i dovuti pagamenti.

La rsu di Sanac nell'ottobre del 2020 aveva scritto una lettera al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, senza ricevere risposta, dove avevano specificato tutta la cronistoria della vicenda legata all'azienda impegnata nella lavorazione di materiali refrattari e che impiega 80 lavoratori.

"La nostra è un'accorata richiesta di aiuto e supporto ad affrontare insieme una vicenda strettamente legata alla crisi del gruppo ILVA e di tutto il comparto siderurgico italiano. Fino ad oggi il Governo ha gestito questa situazione e la vertenza da noi perorata, in modo molto approssimativo; non c'è stata nessuna visione d'insieme sulle aziende satellite coinvolte, le quali sono determinanti e vitali nella produzione dell'acciaio" avevano scritto Alessandro Bonorino - FILCTEM CGIL e Marco Giavina - FEMCA CISL.

Riteniamo assurda questa situazione, soprattutto dopo che lo Stato ha messo in campo circa 400 milioni per la continuità delle attività produttive siderurgiche. Risulta inaccettabile che Arcelor Mittal (oggi Acciaierie d’Italia) sia debitrice verso una Azienda fornitrice (Sanac) verso la quale ha presentato una offerta di acquisto ottenendone anche l’aggiudicazione. Questa situazione, se non risolta in brevissimo tempo (confidiamo a questo punto nel Tribunale di Milano), rischia di produrre effetti devastanti sulle attività dei quattro stabilimenti Sanac, che rischiano seriamente di non avere a brevissimo la liquidita per pagare i propri fornitori e i 335 lavoratori in organico" avevano proseguito i sindacati unitariamente.

"Ciò soprattutto in un momento favorevole del mercato, avendo la Sanac, oltre alle commesse di Acciaierie d’Italia, anche contratti di fornitura con aziende presenti sul mercato italiano ed estero. Tutto ciò mette a repentaglio la ripresa del gruppo e la continuità dei posti di lavoro - concludono - Richiediamo che i Ministeri competenti si facciano immediato carico di definire la situazione dell’assegnazione di Sanac ad Acciaierie d’Italia e intervengano energicamente, attraverso la propria controllata Invitalia, per il saldo di tutte le fatture nei confronti di Sanac, per dare tranquillità e continuità alle attività produttive, ai fornitori ed ai lavoratori".

Luciano Parodi

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