Da 552 negozi nel centro storico nel 2012 a 335 nel 2025; da 306 degli altri quartieri a 235. È il ritratto del commercio a Savona fatto dal rapporto di Confcommercio in Liguria, e nelle province della regione, su elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne.
Crollano da 158 a 120 i negozi di alimentari, con un calo più netto nel centro storico. Quasi dimezzati i negozi di abbigliamento e calzature, da 134 a 72; profumerie, fiorai e gioiellerie, da 134 a 96; mobili e ferramenta da 82 a 51; libri e giocattoli da 56 a 26. Diminuiscono anche le farmacie, da 27 a 21; le rivendite di tabacchi, da 31 a 21, e le edicole da 33 a 16.
I dati, specifica il Comune, riguardano le singole attività produttive con sede legale in città, escludendo ad esempio franchising o comuqnue con sede in altri luoghi ma punti vendita a Savona.
I dati segnano comunque un cambio nei consumi che ha visto un'accelerazione con il Covid e la realizzazione di punti vendita della grande distribuzione, dove è possibile trovare anche altri generi commerciali oltre a quelli commestibili. Durante la pandemia l'acquisto tramite internet ha trovato uno dei suoi maggiori sviluppi, cambiando molte abitudini d'acquisto che sono poi rimaste.
Le attività commerciali al dettaglio, di fronte a queste tendenze e ai cambi nelle abitudini dei consumi, a cui si sommano affitti elevati, tassazioni varie e altre spese, sono costrette a chiudere.
L'assessora al commercio del Comune di Savona si sta confrontando con i colleghi di città come Alba, Cuneo, Mondovì o Varese su queste tematiche e sul cambio di approccio ai consumi per trovare soluzioni. Una di quelle adottate da Palazzo Sisto è il recente bando contro lo sfitto commerciale".
"L’obiettivo del bando sfitto, che scade il 31/5, è sperimentare uno strumento che per la prima volta stanzia risorse dedicate all'avvio di nuova impresa - commenta Elisa Di Padova, vicesindaco e assessore al Commercio - sarà importantissimo il lavoro di coinvolgimento delle imprese interessate e anche la sensibilizzazione dei proprietari dei locali sfitti con il lavoro delle associazioni di categoria perché solo se c'è corresponsabilità si può fare il match".
"Crisi del commercio e rischio di desertificazione commerciale – prosegue - sono temi nazionali, come si rileva dall'analisi sulle sedi legali su tutti i capoluoghi. Bene il freno della città a questa tendenza rispetto alle posizioni del 2021, ma è nostra intenzione continuare a fare tutto quel che è nelle nostre possibilità con quegli interventi strategici che qualifichino Savona come città capace di attrarre risorse, persone e investimenti. Alcune zone sono più a rischio desertificazione commerciale e vanno seguite con molta attenzione".
"Per fare chiarezza e spingere tutti coloro i quali si stanno occupando di questo tema – conclude - ho inviato anche una nota indirizzata ai membri della Cabina di Regia del Commercio, all'Ordine dei Commercialisti, ai proprietari di immobili e alle agenzie immobiliari che, oltre a dare informazioni relative al protocollo e al bando contro lo sfitto in scadenza a fine maggio, riassume anche le misure già introdotte dal Comune per agevolare l'apertura di nuove attività e tuttora vigenti su tutto il territorio comunale, come la gratuità della Tari e della tassa sulle insegne per i primi tre anni e del suolo pubblico nel giorno dell'inaugurazione".
Ma anche alberghi e ristoranti vedono una rassegna di saracinesche che nel corso degli anni si sono abbassate. Gli alberghi scendono nel complesso da 13 nel 2012 a 10 nel 2025; i bar da 163 nel centro storico a 116, più quelli negli altri quartieri che da 68 diventano 58. I ristoranti in centro passano però da 80 a 89 nel centro storico e da 50 a 44 nelle altre aree cittadine; crescono invece rosticcerie e pasticcerie, da 46 a 60.














