Non c'è fine all'emergenza idrica che la zona di Imperia (ma anche Andora) sta vivendo nelle settimane clou dell'estate. Oggi Rivieracqua torna sul tema dichiarando apertamente le difficoltà nella fornitura del servizio e invitando le amministrazioni comunali a emettere ordinanze per ridurre il consumo di acqua. Inoltre la società non esclude l'ipotesi del razionamento nel caso il primo provvedimento non dovesse essere sufficiente.
Scrive Rivieracqua in una nota: “Considerato il perdurare della stagione estiva caratterizzata dal elevate temperature e l’intenso afflusso turistico, in tutto il territorio dell’ATO Ovest di Imperia si stanno registrando elevatissimi consumi idrici su tutto il complesso sistema di acquedotto e, in particolare, da quello del Roja. In alcuni casi tale situazione rischia di pregiudicare la tenuta dell’alimentazione idrica soprattutto nelle zone collinari dove sono presenti abitati perlopiù sparsi e difficilmente raggiungibili con autocisterne per il trasporto alternativo di acqua. Inoltre, il progressivo fenomeno di abbassamento della falda del Roja, che risente sempre meno delle operazioni di ‘gratage’ effettuate dai francesi per rimuovere gli strati impermeabili dell’alveo e consentire all’acqua di permeare negli strati più profondi, sta rendendo sempre più vulnerabile il campo posso per la fornitura della risorsa. La società sta operando su tutti i fronti e coordinandosi con i vari enti locali per garantire, anche attraverso manovre di rete e ricorso a trasporto di acqua con autobotte, la continuità e qualità del servizio”.
E poi: “Al fine di assicurare un’omogenea distribuzione della risorsa alle utenze di tutto il territorio, Rivieracqua ha chiesto alle amministrazioni comunali dei Comuni più a rischio di valutare di emettere un’ordinanza sindacale indirizzata a limitare i consumi idropotabili ai soli fini alimentari e igienico-sanitario, vietando ogni utilizzo diverso (lavaggio di automezzi, irrigazione dei giardini sia pubblici che privati, lavaggio strade, riempimento piscine) sino alla fine di agosto. Se la situazione dovesse persistere, non si esclude la possibilità di dover procedere anche a breve al razionamento della risorsa secondo un piano da concordare con gli organi di indirizzo”.














