Coda di 12 km tra Savona e Finale Ligure in direzione Francia, a causa di lavori, ma coda anche in uscita al casello di Spotorno, sempre in direzione Francia. E non finisce qui: sono 3 i km di coda tra Borghetto e Finale Ligure in direzione Savona, anche in questo caso a causa di lavori.
È questo lo scenario attuale sull’autostrada A10 nel Ponente savonese, con ripercussioni anche sulla circolazione lungo la via Aurelia.
Un blocco del traffico decisamente pesante, che peraltro si protrae da alcuni giorni, in particolar modo nel tratto tra Savona e Finale Ligure in direzione Ventimiglia, con malumore da parte degli utenti.
Dal mondo della politica interviene il consigliere regionale PD Roberto Arboscello: "Che sulle autostrade liguri ci siano lavori necessari lo sappiamo e siamo i primi a sostenere che la sicurezza debba venire prima di tutto. Ma sicurezza non può diventare sinonimo di cantieri gestiti senza alcuna flessibilità".
"Quello che è successo la notte di venerdì sulla A10, con 17 chilometri di coda tra Finale Ligure e Pietra Ligure, è una situazione fuori dal normale, soprattutto a fine settembre, con il bel tempo e un evidente afflusso di persone verso il Ponente - prosegue l'esponente del - Non si può pensare di programmare i lavori ignorando completamente i flussi di traffico e le giornate in cui la pressione sulla rete autostradale aumenta in modo prevedibile. Da mesi denunciamo una situazione che, tra cantieri, incidenti e una rete infrastrutturale già fragile, sta mettendo a dura prova chi vive e lavora in Liguria, gli autotrasportatori e i turisti. Gli incidenti sono eventi che purtroppo possono accadere, ma un sistema di cantieri che non viene adeguatamente modulato può contribuire ad aggravare una situazione già critica e a rendere ancora più difficili i soccorsi e la circolazione".
"Non è accettabile che cittadini e turisti siano costretti a trascorrere ore fermi in autostrada per la presenza di un cantiere che, evidentemente, avrebbe bisogno di essere organizzato tenendo conto dei flussi di traffico - conclude Arboscello - La Regione deve farsi sentire con forza nei confronti dei concessionari. I lavori vanno fatti, ma vanno programmati e modulati in base alle esigenze del territorio. Perché continuare così significa isolare il Ponente, creare un danno enorme a chi deve spostarsi per lavoro e, soprattutto, mandare un pessimo messaggio ai turisti. Se chi viene in Liguria sa di poter rimanere per ore bloccato in autostrada, il rischio è che scelga di non tornare. E questo, per una regione che vive anche di turismo, è un problema che non possiamo permetterci di ignorare. Oltre ai disagi che quotidianamente sono costretti a subire i cittadini liguri, che non sono più accettabili".














