"In alcuni recenti articoli di giornale, il sindaco di Cengio, Francesco Dotta, ha rilasciato dichiarazioni che, come gruppo di minoranza, giudichiamo fuori dalla realtà. Nel primo comunicato presenta il suo bilancio amministrativo limitandosi a elencare lavori pubblici: nuove tombe, rifacimento di un ponte e di una piazza, nuovi parcheggi e nuove asfaltature… alcuni di questi lavori sono certamente utili, ma lui non cita nient’altro, tanto che ci si potrebbe chiedere se si tratti del bilancio di un’azienda edile invece che di una giunta comunale".
Cosi afferma il consigliere di opposizione Massimo Marazzo capogruppo di Cengio Cambia, che prosegue: "Abbiamo più volte contestato come i suoi bilanci trascurino costantemente l’ambito sociale, economico e culturale del paese, senza che ci si renda conto della gravità della cosa. C’è una sproporzione di investimenti, con cifre elevate per infrastrutture e quasi nulla per servizi essenziali che servono a tenere vivo il tessuto del paese".
"Il territorio soffre da anni una crisi economica e commerciale, ma le soluzioni proposte dall’amministrazione non sono utili: si moltiplicano i parcheggi mentre le attività chiudono, si spendono cifre faraoniche in piazze e giardinetti in pietra di Langa, mentre i servizi per le persone fragili e anziane diminuiscono, e addirittura si prospettano aumenti dei costi per i servizi legati alla scuola".
"Ormai, ogni mese abbiamo notizia di chiusure: una volta il centro prelievi, poi sportelli bancari, ambulatori, attività commerciali, dai negozi alimentari alle cartolerie. Si pubblicizza un centro cittadino nelle ex scuole Colombardo, in una zona la cui criticità idrogeologica è stata recentemente mitigata, ma che rimane pericolosamente presente, con la promessa di una nuova caserma dei carabinieri (per la quale, al consiglio comunale, non è stata comunicata ancora alcuna conferma ufficiale, ma solo generici intendimenti che parrebbero andati a buon fine, senza alcuna certezza formale)", aggiunge.
"Intanto, come lo scorso anno, quando eravamo intervenuti fortemente in Consiglio, la manutenzione del fiume Bormida è trascurata; il contrasto con i comuni vicini è scioccante: a Millesimo l’amministrazione ha agito con efficacia, e ancora in questi giorni si stanno tagliando arbusti e piante che potrebbero creare problemi nell’alveo, mentre a Cengio regna la giungla, si invoca l’ormai mistico abbassamento della diga, e si attende la prossima bomba d’acqua senza che vengano fatti interventi significativi".
"L’inefficienza della raccolta differenziata è evidente: spesso si vedono mucchi di rifiuti, e le serrature di moltissimi cassonetti sono rotte da lungo tempo e non vengono sostituite, segno di incuria e disinteresse. Come gruppo di minoranza, denunciamo una politica fatta solo di cemento e asfalto, senza investimenti strutturali per lo sviluppo sociale ed economico".
"In un comunicato più recente, le dichiarazioni del sindaco sulla presenza straniera, vista come una minaccia, sono gravi per la loro incoerenza: Dotta si lamenta che le case siano usate come centri di accoglienza, ma non si fa nulla affinché le abitazioni di Cengio recuperino valore, diventando nuovamente attrattive per nuove famiglie o centri di microimpresa. Ci si stupisce della percentuale di bambini di famiglie di origine straniera, ma mancano politiche per sostenere giovani coppie che scelgono di mettere su famiglia e rimanere nel paese, incentivare microimprese, promuovere il turismo valorizzando l’ambiente e coinvolgendo la comunità. L’amministrazione costruisce cattedrali nel deserto mentre il paese muore, si limita a osservare il declino, continuando a investire in cemento… ciò può essere utilissimo a costruire un paese dormitorio, ma di certo non rilancia il senso di comunità, né la cultura di paese e di sviluppo economico", conclude Marazzo.














