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Attualità | 09 ottobre 2021, 19:20

Carlo Freccero in piazza coi no-Green Pass, da Savona attacca tv e social: "Un clima di propaganda atroce" (FOTO e VIDEO)

Il noto critico ne ha per tutti, dai bollettini quotidiani alla campagna pro vaccini nei media locali. E rilancia: "Serve creare una resistenza mediatica"

Carlo Freccero in piazza coi no-Green Pass, da Savona attacca tv e social: "Un clima di propaganda atroce" (FOTO e VIDEO)

"Organizzare le piazze, creare una resistenza mediatica, creare in qualche modo un'opposizione: ecco perché sono qui, perché tu sei un esempio di ciò che occorre fare". È con queste parole che Carlo Freccero si è rivolto a Maurizio Loschi durante l’assemblea aperta tenutasi quest'oggi in piazza Sisto IV a Savona. Nella piazza savonese, infatti, si sono radunate circa 200 persone per dire no al Green Pass.

"Ho vissuto la pandemia dall'esterno dopo aver lasciato Raidue nel 2019 - ha raccontato il noto critico televisivo - ho vissuto tutto quanto in un clima di propaganda atroce, forte, impossibile. La TV ha abusato in modo continuo della parola 'morte', della parola 'paura' e ci ha in qualche modo intimorito, eravamo impauriti dalla televisione che ci minacciava con l'uso dei virologi".

Freccero, sempre a proposito della televisione, ha poi sottolineato la mancanza di contraddittorio nei talk show dedicati al Covid e ai vaccini: "Sei persone contro una, tutto studiato" per poi aggiungere "durante le Olimpiadi sembrava che vincesse solo chi si era vaccinato". Il tutto senza dimenticare "la cerimonia delle ore 18 per spiegarci che siamo in una situazione drammatica", un chiaro riferimento all'aggiornamento quotidiano sulla situazione della pandemia nel nostro Paese.

L'ex direttore di RaiDue ha poi denunciato "i bonifici alle TV locali per difendere la campagna vaccinale da parte dello Stato" e il ruolo di RaiUno definito "il pulpito del potere". Spazio poi ai social network e alla censura "vergogna, hanno censurato pure Trump, sono diventati peggio della TV. Ma devono farlo anche con noi che siamo capaci ad aggirare la censura, siamo più furbi. L'algoritmo è più scemo di noi, viva il popolo".

In chiusura un passaggio sulla libertà di stampa in Italia: "Siamo difronte ad un copione di ingegneria sociale". E qui Freccero arriva a citare Goebbels, uno tra i più importanti gerarchi nazisti, per evidenziare l'utilizzo della "paura per farci obbedire tutti: siamo ritornati all'epoca del nazismo è una vergogna".

"Il passaggio dalla politica al regime sanitario ci ha fatto capire che siamo in guerra, non siamo più in una democrazia normale ma in un momento in cui bisogna dimenticarla. Ma come si può dimenticare la costituzione? Draghi dove sei? Ma cosa pensi di fare?" la chiosa finale di Freccero, che nel frattempo, aveva aperto il suo intervento con il saluto "alle forze dell'ordine, ai carabinieri, alla Digos. Hanno giurato sulla costituzione: sono dalla parte del popolo e non contro di noi, per questo li ringrazio".

Luciano Parodi

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