Lo scorso 4 febbraio si è riunita per la prima volta nell'ufficio del Sindaco Marco Beltrame la Commissione Cultura del Comune di Celle Ligure. La Commissione è composta da tre illustri esponenti dell'arte, accomunati dall'amore per il comune cellese.
I componenti nominati sono: Paola Gargiulo, cellese, Presidente della Commissione, attualmente curatrice di mostre, progetti espositivi e culturali, nonché ricercatrice presso l'Universita di Genova in Storia dell'arte contemporanea; Ludovica Vigevano, storica dell'arte e project manager di una rinomata casa editrice che si occupa dell'ideazione e realizzazione di progetti editoriali ed espositivi, nelle principali città italiane e internazionali, che spaziano dall'archeologia all'arte contemporanea, nonché discendente dello scultore cellese Pietro Costa e Ugo Nespolo, cellese d'adozione, uno dei più importanti artisti italiani contemporanei.
"La Commissione Cultura, orgogliosamente presentata dalla nuova Amministrazione cellese, ha lo scopo di fornire collaborazione e supporto alle scelte culturali, nell'ottica di migliorare costantemente le proposte da presentare a cittadini e turisti - spiegano dal Comune - I tre esperti forniranno pareri, suggerimenti e valutazioni per orientare la politica culturale di Celle verso nuovi e più alti obiettivi. Proposte, idee e nuovi stimolanti spunti sono già emersi nel corso del primo incontro, cui ne seguiranno altri a breve, per iniziare a dare una forma concreta alle iniziative future".
"Sono orgoglioso e fiero della commissione che abbiamo creato, speriamo di dare il nostro contributo sia alla cultura cellese che alla candidatura di Savona 2027" il commento soddisfatto del Sindaco Marco Beltrame.
“In quanto storica dell'arte e cittadina cellese ho sempre desiderato poter dare un
contributo concreto per il mio paese e ringrazio il Sindaco e l'Amministrazione per
avermi dato l'occasione per farlo - spiega Paola Gargiulo - Da qualche anno lavoro come curatrice nei musei del territorio savonese e albisolese e credo che far parte di questa Commissione possa contribuire a coinvolgere maggiormente Celle nei progetti che uniscono i comuni della
Baia della Ceramica in una proficua logica di collaborazione volta a rendere il territorio savonese ancora più attrattivo culturalmente e, allo stesso tempo, permetta al nostro paese di essere parte attiva del vivace clima culturale di questo periodo che ha portato alla candidatura di Savona a Capitale della Cultura".
“Sono felice di mettere a disposizione la mia esperienza al fine di contribuire alla
valorizzazione di questo piccolo meraviglioso borgo, che per varie ragioni mi è tanto caro, dando nuova linfa alla sua identità culturale, attraverso un programma condiviso che preveda poche ma mirate iniziative culturali, connesse al territorio e concepite nell'ottica della multidisciplinarietà e dell'intersezione dei saperi - ha commentato Ludovica Vigevano - In questo contesto, mi preme aggiungere che la candidatura di Savona a Capitale Italiana della Cultura 2027 rappresenta un'opportunità preziosa per tutto il territorio, un'occasione per creare nuove sinergie tra i comuni della provincia, nell’ottica di una congiunta strategia di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale locale".
Le parole di sostegno alla candidatura di Savona di Ugo Nespolo:
“Indicare una città come Capitale della Cultura 2027 è certamente un compito arduo dal momento che l’Italia è davvero la nazione che per eccellenza affonda la propria identità su pilastri culturali che attraversano i secoli e i territori da nord a sud. Il desiderio di indicare Savona come città ideale alla candidatura di prossima Capitale della Cultura è fondato però su ragioni ideali ed oggettive che rendono la città un esempio unico e singolare – talvolta tenuto sottotraccia – di storia, eventi, personaggi che si può dire hanno mostrato eccellenze straordinarie. Savona nei secoli ha espresso come pare persino indicare la storia del pensiero filosofico una vera unione di Cultura Materiale, tecnologia, artigianato d’eccellenza, cultura marinara e poi valori Immateriali come innovazione, tecnica e arte diffusa. La nascita nel territorio di due Papi che hanno segnato tra l’altro la storia stessa del Rinascimento e della cultura italiana tutta. Papa Sisto IV della Rovere che tra l’altro ha fatto costruire a Roma la Cappella Sistina (che da lui prende il nome) e che nella seconda metà del ‘400 ha promosso artisti del calibro di Botticelli, Perugino, Pinturicchio. Poi Papa Giulio II della Rovere che agli albori del 1500 fece costruire dal Bramante la Basilica di San Pietro e volle Michelangelo per la decorazione della volta
della Sistina. Savona tra i suoi tesori non sempre conclamati ha, voluta da Sisto IV, una sua Cappella Sistina che il Papa fece edificare per i suoi genitori.
La Fortezza del Priamar, il Teatro Gabriello Chiabrera (nato a Savona), la Pinacoteca,
le Torri medievali, il Museo della Ceramica sono soltanto tra i molti alcuni esempi in
un tessuto urbano ricco di storia e di scoperte entusiasmanti. Da non dimenticare il rapporto della città con il Futurismo marinettiano attraverso
Farfa, straordinario artista, pittore e scultore che è stato portavoce nel ‘900 del rapporto tra sviluppo industriale e capacità espressive ad esempio la Litolatta che ha generato libri-opera capolavoro, eccellenze della produzione letteraria futurista.
Savona è però anche profondamente legata alle ricerche culturali del contemporaneo
ed è capace di proporre esempi virtuosi di relazione tra Arte e Tecnologia. Il Campus
Universitario promuove ricerche sulle energie rinnovabili e tecnologie smart ed ha creato una profonda sinergia tra artisti e designer lavorando alla promozione
fondamentale di un’idea d’arte legata ai temi attuali. Savona è davvero ricca di altri e sostanziali valori tra storia, contemporaneità e progetti rivolti al futuro. Proprio per queste ragioni mi pare luogo ideale per testimoniare l’ansia che spinge le nuove generazioni a non accettare passivamente il ruolo della storia passata come elemento statico. Il desiderio motivato - è allora l’evidenza di un’elezione a Capitale della Cultura lo potrà dimostrare – è davvero quello di essere motore funzionante di attività e proposte non effimere in cui i valori culturali possono e devono essere guida ed indirizzo per un pensiero mai omologato e orientato all’ottimismo e al domani".














