Nel primo trimestre 2025, la provincia di Savona registra il peggior dato occupazionale della Liguria: -20,1% di nuove assunzioni nel settore privato rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 1.878 contratti in meno.
Questo l'allarme che arriva dalla segreteria provinciale di Cgil, sottolineando non solo le criticità emerse nei numeri passati. C'è, per il sindacato, anche una contingenza internazionale che rischia seriamente di aggravare un contesto definito "già critico".
Si tratta della minaccia di dazi USA al 30% che, afferma Cgil, "rischia di travolgere un tessuto economico locale fragile ma fortemente votato all’export (oltre il 15%), colpendo settori strategici come agroalimentare, chimica, manifattura e meccanica".
La richiesta di Cgil Savona è quindi rivolta a Governo e Unione Europea, attraverso "interventi urgenti e concreti", quali "l'aumento dei salari, il rinnovo dei contratti nazionali scaduti (ad esempio quello dei metalmeccanici); investimenti pubblici in innovazione, industria e qualità del lavoro; difesa dell’occupazione contro la precarietà dilagante (il 90% dei nuovi contratti è precario)".
"La crisi industriale e occupazionale savonese richiede un confronto politico serio, oggi completamente assente. Serve un 'patto sociale' tra istituzioni, imprese e lavoratori per ridare futuro a tutto il territorio ed evitare la fuga di centinaia di giovani ogni anno" chiosano dalla segreteria provinciale savonese della Cgil.














