C’è chi dice che la vita sia fatta di chilometri percorsi e incontri inattesi. Massimo Frosio, classe 1958 di Mallare, lo sa bene: quei chilometri li ha macinati davvero, in sella a una compagna di vita speciale, una Vespa Primavera del 1975. Regalata alla futura moglie per i suoi diciott’anni, è diventata molto più di un semplice mezzo: un simbolo di libertà, avventura e famiglia.
Negli anni sono passate moto di grande cilindrata, ma quella Vespa non è mai stata messa da parte. È rimasta fedele, capace di regalare emozioni uniche. Dopo un incidente che ha impedito alla moglie di guidarla, oggi Massimo, socio del Vespa Club di Cairo Montenotte, la usa ogni giorno, come gesto di amore e continuità. Quest’estate, partendo dal suo paese natale, Mallare, ha vissuto la sua più grande avventura: 4.400 chilometri in 14 giorni, attraverso nove nazioni, fino a raggiungere la meta tanto sognata, Capo Nord.

Il viaggio non è stato semplice: cinque giorni di pioggia battente, temperature intorno ai 3 gradi e piccoli guasti inevitabili lungo la strada. Tutto è stato superato grazie al sostegno di amici vespisti incontrati lungo il percorso. I numeri parlano chiaro: 4,5 litri di olio per la miscela, centinaia di pieni di benzina, una media di oltre 300 chilometri al giorno. Dietro questi dati, però, c’è molto di più: la resistenza di un motore che da cinquant’anni non smette di vibrare e la forza di chi crede che la strada sia sempre una promessa di libertà.
La marcia verso nord ha regalato scenari indimenticabili: campi infiniti di luppolo e colza, strade perfette, paesaggi che cambiavano a ogni curva, renne che attraversavano la carreggiata e salmoni guizzanti nei fiumi. Le tappe hanno scandito il ritmo del sogno: Arco, Innsbruck, Monaco, Berlino, Ystad, Stoccolma, Umea, Rovaniemi, Inari, Nordkapp e Alta, nomi che oggi suonano come capitoli di un romanzo scritto sull’asfalto.
E poi, l’incanto supremo: la magia del sole di mezzanotte, un attimo sospeso tra giorno e notte, dove il tempo sembra fermarsi, rendendo eterno il legame tra un uomo, la sua Vespa e una storia d’amore iniziata quasi cinquant’anni fa.
Massimo oggi lo racconta con un filo di malinconia, perché perfino le difficoltà – la pioggia, il freddo, la stanchezza – hanno assunto il colore della nostalgia. Certi viaggi non finiscono quando si spegne il motore: restano impressi nella memoria, pronti a rivivere ogni volta che la Vespa si accende e la strada si apre davanti agli occhi. Un’avventura che sa di vita intera.


















