Il campionato dell’Albingaunia si è chiuso ieri pomeriggio a Pietra Ligure con il pareggio tra i bianconeri di mister Poggi e il Camporosso, ma per la società ingauna sta per aprirsi una nuova e delicata partita fuori dal campo.
Come noto, nei giorni scorsi il curatore fallimentare Alberto Marchese ha ufficialmente indetto l’asta per il marchio dell’U.S. Albenga, sparito dal panorama calcistico dopo le note vicende che ne hanno segnato l’ultima stagione in Serie D. La neonata Albingaunia ha già manifestato l’intenzione di partecipare alla procedura, anche se una mossa compiuta a inizio anno potrebbe ora cambiare gli equilibri.
Lo scorso gennaio, infatti, il direttore generale Emanuele Feroleto ha depositato presso la Camera di Commercio di Savona la richiesta (attualmente ancorai in esame) di registrazione del marchio “Asd Albenga 1928”, un logo già conosciuto nell’ambiente calcistico locale e utilizzato prima del cambio di denominazione in U.S. Albenga avvenuto sotto la presidenza Marinelli.
Dopo mesi di tensioni e confronti con la Federazione e con il curatore fallimentare, legati soprattutto all’utilizzo dei colori bianconeri e di altri elementi riconducibili al marchio storico, prima e dopo la nascita dell’Albingaunia, questa iniziativa rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti tra le parti.
L’avvicinamento all’asta del prossimo 4 giugno si preannuncia quindi particolarmente acceso, anche considerando che i proventi dell'assegnazione del marchio saranno destinati al rimborso dei creditori.
Si profila quindi un mese particolarmente intenso per tutti gli attori in campo, in attesa dell'appuntamento decisivo negli uffici del Tribunale di Savona.














