/ Attualità

Attualità | 17 settembre 2025, 14:42

Savona, il Comune al lavoro su nuovi modelli di governance per cinque contenitori culturali della città

Il tema affrontato nell'incontro con le rappresentanti del Ministero sul dossier della "Capitale della Cultura" e sui progetti che saranno portati avanti

L'ex carcere Sant'Agostino di Savona (foto Matteo Musetti)

L'ex carcere Sant'Agostino di Savona (foto Matteo Musetti)

Cinque governance per altrettanti contenitori culturali della città: Palazzo Della Rovere, Priamar, Sant'Agostino, Santuario e Teatro Chiabrera. 

È la direzione di Palazzo Sisto per la gestione di quelli che sono definiti i contenitori culturali della città. Perché la questione del recupero delle realtà come Palazzo Della Rovere o il Sant’Agostino non è solo quella delle risorse per il restauro, ma anche quella di farne luoghi vissuti e frequentati, evitando che restino bei contenitori vuoti. Un modello di governance, ad esempio come la fondazione, permetterebbe di garantire la sostenibilità economica e sociale nel lungo periodo.

Delle nuove governance ha parlato il sindaco Marco Russo nell'incontro di questa mattina (17 settembre, ndr9 in sala Giunta, in occasione della visita in città di Francesca Neri, responsabile dell’Area “Progetti d’innovazione e complessi” per la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, e di Agnieszka Śmigiel, esperta di politiche culturali, nell'ambito del progetto Cantiere città. 

Il progetto, nato nel 2018, è rivolto alle finaliste al titolo di "Capitale italiana della Cultura 2027" con l’obiettivo di rafforzare le loro capacità progettuali, dare un futuro al dossier di candidatura e alla rete di relazioni attivate per il titolo. Il Cantiere offre anche un’opportunità di confronto tra le città finaliste della candidatura.

A questo proposito, l'amministrazione ha illustrato i progetti già avviati, come Le rotte della ceramica, e quelli presentati nel dossier della Capitale della Cultura, che partiranno in base a un programma che sarà definito nel gennaio 2026.

“Il progetto Cantiere città nasce proprio dalla qualità dei dossier che hanno superato il primo livello di selezione per la Capitale della Cultura – ha spiegato Francesca Neri –. Abbiamo capito che i dossier hanno comportato uno sforzo importante e gli esiti sono stati così interessanti che era un peccato disperderli. Abbiamo fatto una valutazione degli effetti sul territorio e si è compreso che il momento della candidatura di una città è strategico. È il momento in cui il sindaco apre le porte della città e avvia un dialogo diverso. Ci sono tre direzioni che il Comune di Savona ha preso e che sono coerenti con quelle del Ministero: i partenariati, l’accessibilità e la partecipazione. Ora è necessario trasformare le aspettative che si sono create in azione”.

Elena Romanato

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium