Un anniversario speciale, quello celebrato a Vado Ligure: l’Unione Industriali della provincia di Savona ha festeggiato gli 80 anni dalla sua fondazione con un’Assemblea Pubblica ricca di significati, per la prima volta all’interno del sito produttivo di Alstom, simbolo dell’eccellenza manifatturiera savonese. La prima guida femminile nella storia dell’associazione, quella della presidente Caterina Sambin, ha voluto tracciare un bilancio concreto, consapevole e determinato.
"Da questo appuntamento – ha dichiarato Sambin – è giunta l’ulteriore conferma dei tre pilastri che sorreggono l’economia savonese: industria, porto e logistica, turismo". Un messaggio ribadito più volte dal palco e sostenuto dai dati illustrati durante i lavori: "Il Savonese, senza industria, sarebbe una provincia povera e assistita", è stato il monito.
Secondo i numeri presentati da Alessandro Fontana (Centro Studi di Confindustria) e Alessandro Berta (direttore dell’Unione Industriali di Savona), il settore produttivo ha mantenuto la sua tenuta anche nel 2025, registrando un incremento di 3.000 occupati tra industria e costruzioni rispetto al 2024, di cui un terzo nell’industria. L’export industriale è cresciuto del 3,9% nel primo semestre dell’anno, mentre portualità e logistica hanno segnato un +5% nello stesso periodo. Il turismo si conferma stabile, con una lieve flessione della componente straniera compensata da una maggiore presenza di turisti italiani.
Accanto agli elementi di forza, non mancano le criticità: "Savona è la provincia più energivora della Liguria, in un contesto in cui i costi energetici sono già alti e destinati a salire ulteriormente", ha osservato Sambin. A ciò si aggiungono l’instabilità dello scenario geopolitico e la fragilità dei mercati di riferimento dell’export, con Germania e Francia in crisi e gli Stati Uniti sempre più influenti. Sul fronte del lavoro, la presidente ha richiamato l’attenzione su una preoccupante disconnessione tra domanda e offerta: "Quasi il 50% dei posti disponibili resta vacante. In Liguria, nei prossimi cinque anni, potrebbero andare in pensione 40mila addetti. Il rischio concreto è una competizione interna tra aziende per accaparrarsi le risorse umane".
Da qui l’invito a stringere un “Patto per l’Industria”, una proposta lanciata dalla presidente Sambin per rispondere in modo sistemico alle sfide del territorio: "Si tratta di un’intesa tra aziende, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori – ha spiegato – per costruire politiche industriali condivise, individuare insieme le priorità infrastrutturali, migliorare l’ambiente in cui viviamo e rafforzare il welfare locale".
Temi cruciali come la gestione dei rifiuti e la sostenibilità energetica sono entrati nel dibattito grazie anche agli interventi istituzionali: in Assemblea, l’assessore regionale Paolo Ripamonti ha aperto alla possibilità di un termovalorizzatore, sottolineando la necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria.
Sul piano delle infrastrutture, Sambin ha espresso fiducia nel ruolo del viceministro Edoardo Rixi: "Ha ribadito la volontà di portare a termine opere fondamentali, a partire dal raddoppio ferroviario. Ma non ha trascurato neppure le questioni relative alle autostrade, all’Aurelia Bis e alla portualità". Ha poi riconosciuto l’attenzione della giunta regionale, nonostante l’assenza attuale di un esponente savonese, elogiando in particolare l’operato degli assessori Ripamonti e Lombardi, quest’ultimo impegnato a stretto contatto con l’Associazione Provinciale Albergatori.
A chiudere i lavori, l’intervento dell’imprenditore Antonio Gozzi, oggi advisor del presidente di Confindustria, che ha tracciato un’analisi lucida della distanza tra la concretezza dell’impresa e le scelte della politica europea: "Un discorso di straordinaria solidità, che ha saputo restituire il senso di ciò che significa fare impresa oggi in Italia", ha commentato Sambin.
Sul piano personale, la presidente non ha nascosto la carica emotiva di questo importante passaggio: "L’evento è stato particolarmente sentito. Alstom ha interrotto la produzione per mettersi a nostra disposizione, un gesto di grande valore. È stato impossibile non provare commozione nel ricordare chi ha guidato questa nave per 80 anni, tra cui mio padre, presente in sala. In fondo, dietro ogni impresa ci sono persone, famiglie e storie che non si raccontano con i numeri. E questo patrimonio umano, spesso invisibile, resta il nostro valore più autentico".














