La sede dell’Aias di via Famagosta a Savona non è soltanto uno spazio dove vengono somministrate terapie che vanno dalla logopedia alla psicomotricità. È una casa per bambini e ragazzi con disabilità che hanno bisogno di varie forme di sostegno e di servizi che, con difficoltà, verrebbero garantiti dal sistema sanitario. Ma la “casa” dell’Aias ha bisogno di essere ristrutturata, per essere sicura, e l’associazione lancia una campagna di crowdfunding per trovare le risorse necessarie.
L’Aias Savona Onlus (Associazione Italiana Assistenza Spastici) ha così lanciato ufficialmente la campagna di crowdfunding “Aiutaci a tornare a casa” per raccogliere i fondi necessari a finanziare gli interventi strutturali della sede storica di Savona e coprire i costi della sistemazione provvisoria.
L’associazione, che da oltre cinquant’anni è un punto di riferimento fondamentale per il Savonese, offrendo servizi riabilitativi a circa 300 utenti — compresi quelli della Val Bormida — si trova ad affrontare una spesa straordinaria stimata in 472 mila euro.
In base al progetto, erano tre le opzioni considerate: la prima, quella della ristrutturazione e messa in sicurezza (la meno costosa); la seconda, con un intervento più importante che permetterebbe di ottenere la certificazione antisismica; e la terza, dal costo di circa 1,2 milioni di euro, che prevederebbe di demolire l’attuale sede e costruirne una nuova prefabbricata.
Per ovvi motivi economici, il direttivo dell’Aias ha scelto la prima opzione, quella meno onerosa, e ha quindi avviato il progetto di crowdfunding. Il progetto non è solo una richiesta di fondi, ma un vero e proprio appello alla sensibilizzazione e alla partecipazione attiva di tutta la comunità — dalle aziende ai singoli cittadini. L’obiettivo principale, rappresentato anche dal logo “Aiutaci a tornare a casa”, è il rientro nella sede di via Famagosta, essenziale per garantire la continuità e la qualità dei servizi offerti.
La raccolta fondi è già attiva e prevede versamenti diretti tramite bonifico bancario (o altri canali telematici) sul conto corrente presso Banca Generali, intestato a Aias Onlus Savona: IBAN IT67S0307502200CC8500345969.
La campagna, pianificata nel maggio 2025 e lanciata oggi, 9 ottobre 2025, non si limiterà alla piattaforma online. Nei prossimi due anni, fino alla chiusura prevista per marzo 2027, l’Aias Savona ha in programma un ricco calendario di eventi culturali e di beneficenza per coinvolgere l’intera comunità locale: spettacoli teatrali in collaborazione con compagnie del territorio, concerti e serate musicali con artisti e personaggi locali, partecipazioni a sagre e manifestazioni con stand informativi e attività dedicate anche ai bambini.
Per un progetto di tale portata, l’Aias ha già consolidato partnership fondamentali, tra cui l’Asl2 Savonese per la continuità dei servizi, il Comune di Savona per il patrocinio e il supporto logistico, e diverse associazioni culturali locali che contribuiranno all’organizzazione degli eventi.
Più difficile e tortuosa invece la strada dei fondi pubblici. «Anche se accreditati con la Regione e convenzionati con l’Asl2 - spiega la presidente di Aias, Maria Luisa Madini - come associazione siamo considerati privati e non abbiamo accesso ai fondi regionali. A breve ci sarà un incontro con i sindaci e con l’assessore regionale Nicolò, e solo tramite i Comuni l’Aias può rivolgersi alla Regione per ottenere dei finanziamenti».
«In audizione con i capigruppo della Regione e con l’assessore Nicolò - afferma l’assessore al Sociale Riccardo Viaggi - la Regione ha rimpallato la questione alla conferenza dei sindaci. Ho chiesto che alla conferenza partecipi anche l’assessore Nicolò, perché non si può scaricare tutto sui Comuni. Gli amministratori comunali possono fare la loro parte, ma la Regione deve fare la propria».
Nel frattempo Aias ha deciso di darsi da fare lanciando una raccolta fondi il cui report finale e i ringraziamenti ai sostenitori sono previsti per giugno 2027. L’Aias Savona guarda al futuro con speranza, confidando nel cuore grande dei savonesi per poter, finalmente, tornare a operare a pieno regime nella propria casa.


















