Nel dibattito sullo spostamento a monte della linea ferroviaria tra Finale Ligure e Andora, il consigliere di minoranza Mario Carrara interviene nuovamente con una lunga analisi che mette in discussione l’intero progetto, definendolo "un’opera costosissima e sproporzionata rispetto ai reali bisogni del territorio".
Carrara ricorda che lo spostamento della linea a monte è motivato dall’esigenza di raddoppiare i binari, ritenuto impossibile nella sede attuale. L'esponente di opposizione, però, sottolinea: "La presunta strozzatura riguarda 9,1 chilometri, da Finale Ligure a Loano e 12 da Albenga ad Andora su un totale di oltre 30. Da Loano ad Albenga la ferrovia è già a doppio binario". Da qui la domanda provocatoria: "Vale davvero la pena spendere oltre due miliardi e mezzo – che facilmente diventeranno tre – per risolvere un problema di 21 chilometri?".
Il consigliere mira ad evidenziare la sproporzione tra costi e benefici: la nuova linea, lunga 32 chilometri, sarebbe costituita per il 79% da gallerie – oltre 25 chilometri di scavi – e comporterebbe lo spostamento delle stazioni lontano dai centri abitati: "Albenga finirebbe a Bastia, a più di sei chilometri; Borghetto in una posizione isolata; Andora è già in aperta campagna. Le nuove fermate sarebbero raggiungibili solo con navette comunali, costose e di dubbia sostenibilità futura".
Quanto ai vantaggi per i viaggiatori, Carrara ridimensiona fortemente le aspettative: "Il risparmio sui tempi di percorrenza sarebbe di soli 12 minuti tra Milano e Finale. Un guadagno irrisorio rispetto all’impatto economico e territoriale". Inoltre, aggiunge, "i treni locali rischierebbero di essere fortemente ridotti, con Finale destinata a diventare l’unico vero hub ferroviario del Ponente savonese".
Carrara analizza poi le parole del viceministro Edoardo Rixi, secondo cui lo spostamento a monte sarebbe inevitabile perché "potenziare la linea esistente significherebbe restare senza treni per otto anni". Una posizione non condivisa dal consigliere: "È un’affermazione che non regge. Come può il raddoppio di 21 chilometri a cielo aperto richiedere più tempo della costruzione di 32 chilometri di nuova linea, di cui 25 in galleria?".
In conclusione, Carrara si sofferma sulla prevista fermata di Pietra Ligure, osservando come non debba essere realizzata: "Distruggerebbe un sito archeologico vincolato dal 2018, dove la Sovrintendenza ha attestato l’esistenza di un antico villaggio". La questione approderà in Consiglio comunale martedì 28 ottobre alle 18. L’opposizione, che ha richiesto la convocazione, auspica un voto unanime: "Non è una battaglia politica – chiosa Carrara – ma un dovere verso la nostra storia e verso le generazioni future".


















