Si chiama “A Buon Rendere – molto più di un vuoto”, la campagna nazionale promossa dall’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi.
La proposta punta a introdurre anche in Italia un sistema di deposito cauzionale (Deposit Return System – DRS) per gli imballaggi per bevande, con l’obiettivo di favorire la transizione verso un’economia circolare e ridurre in modo significativo la dispersione dei rifiuti nell’ambiente.Il sistema di deposito cauzionale prevede che il consumatore paghi una piccola cauzione al momento dell’acquisto di una bevanda. La somma viene interamente restituita quando l’imballaggio vuoto – bottiglia o lattina – viene riportato in un punto di raccolta dedicato. In sostanza, il cliente acquista il contenuto e “prende in prestito” il contenitore.
Questo tipo di deposito si applica generalmente a bottiglie in plastica e lattine fino a tre litri (con esclusione di latte, derivati, vino e alcolici) e rappresenta uno strumento già diffuso in molti Paesi europei.
L’introduzione del deposito cauzionale nasce dall’esigenza di rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, in particolare dalla direttiva sulla plastica monouso, che impone agli Stati membri di raggiungere il 90% di raccolta selettiva delle bottiglie in plastica entro il 2029. Un traguardo difficile da centrare con i soli sistemi di raccolta tradizionali.
Secondo le stime citate nella campagna, ogni anno in Italia oltre 8 miliardi di contenitori per bevande sfuggono al riciclo. Un sistema efficiente potrebbe ridurre questo spreco fino al 75-80%. Inoltre, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio prevede la possibilità di imporre il deposito cauzionale ai Paesi che non raggiungeranno gli obiettivi fissati.
Attualmente sono 17 i Paesi dell’Unione Europea che hanno già adottato il sistema del deposito cauzionale, con ulteriori Stati pronti a introdurlo nel corso del 2025.
Tra i punti centrali della campagna “A Buon Rendere” c’è la riduzione dell’abbandono dei rifiuti, fenomeno che incide negativamente sul decoro urbano, sull’ambiente e su settori strategici come turismo e pesca. Ma il sistema di deposito cauzionale contribuirebbe a diminuire i rifiuti nei cestini stradali e sulle spiagge; ridurre i costi di raccolta, trasporto e smaltimento; alleggerire le spese di trattamento e selezione dei materiali; contenere i costi legati all’incenerimento o allo smaltimento nell’indifferenziato.
Attualmente, infatti, i Comuni trattengono solo una parte dei corrispettivi economici derivanti dalla raccolta differenziata, con una copertura media dei costi stimata intorno al 42%. La riduzione dei rifiuti conferiti al servizio pubblico potrebbe quindi tradursi in un beneficio economico per l’intero sistema.
"Su questo tema ci sono proposte di legge bipartisan - spiega l'assessora Barbara Pasquali - e credo sia davvero una cosa buona che che venga promulgata una legge dello stato su una tematica così importante. Riuscire ad intercettare la plastica che rimane fuori dal percorso del riciclo del materiale plastico è davvero un valore aggiunto: i Paesi che lo hanno fatto, sono riusciti ad arrivare a oltre il 98% del materiale riciclato".














