Ventuno discipline tra le migliori al mondo e un ateneo in crescita.
La classifica annuale stilata da QS Quacquarelli Symonds, uno degli organi di valutazione accademica tra i più autorevoli a livello internazionale, vede l’Università di Genova posizionarsi tra i migliori al mondo in diversi ambiti, inseriti nei QS World University Rankings by Subject.
Numeri in crescita per l’università genovese, dunque con 11 discipline che migliorano la propria posizione rispetto allo scorso anno, 8 che fanno il loro ingresso in classifica per la prima volta e 2 che rimangono stabili.
Tra i risultati più significativi spicca il salto straordinario di Computer Science & Information Systems, che passa dalla fascia 501-550 alla 301-350 a livello mondiale, e di Mathematics, che dalla fascia 451-500 arriva alla 301-350. Engineering - Electrical & Electronic si consolida ora nella fascia 251-300, mentre Pharmacy & Pharmacology ed Engineering - Civil & Structural si attestano entrambe nella prestigiosa fascia 151-200.
Un progresso che non riguarda solo le singole materie: anche le macro-aree mostrano segnali positivi, con Engineering & Technology che sale al 305° posto mondiale e Natural Sciences che raggiunge la 364ª posizione globale.
Accanto ai miglioramenti, l'edizione 2026 segna importanti debutti. Tra le new entry figurano Engineering - Civil & Structural, Engineering - Chemical, Environmental Science, Geology - dove UniGe si colloca 6ª in Italia - Geophysics, Philosophy e Modern Languages.
Sul fronte nazionale, il quadro è ancora più lusinghiero. L'Ateneo genovese vanta il 4° posto in Italia per Earth & Marine Sciences e il 5° per Architecture / Built Environment. Risultati che collocano Genova stabilmente tra i poli accademici di riferimento del Paese in discipline tanto diverse quanto strategiche.
I QS Rankings non si basano su un unico criterio, ma su cinque indicatori distinti che misurano dimensioni complementari della vita accademica. La reputazione accademica e la reputazione presso i datori di lavoro vengono rilevate attraverso oltre 200.000 risposte a sondaggi internazionali. A questi si aggiungono le citazioni per paper e l'H-Index - l'indice di Hirsch, che misura insieme la produttività e l'impatto della ricerca - e infine l'International Research Network, che valuta la capacità di collaborare scientificamente oltre i confini nazionali.
Come sottolineato da Ben Sowter, Senior Vice President di QS, il panorama dell'istruzione superiore sta diventando sempre più competitivo e specializzato. In questo contesto, l'Italia si difende con forza, vantando 671 programmi classificati in 60 istituzioni. Un sistema universitario che, nonostante le note difficoltà strutturali di finanziamento della ricerca pubblica, continua a produrre eccellenze riconosciute su scala globale.














