A referendum chiuso, possiamo tirare le somme”. Non sono considerazioni politiche quelle dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Savona, ma pratiche. E riguardano il diritto di voto delle persone con disabilità visive.
"La nostra associazione – spiega Uici Savona – vuol porre l’accento sul sistema di voto ormai vetusto che riguarda le persone ipo e non vedenti".
Alcuni soci Uici non hanno avuto particolari problematiche nell’esercitare il loro diritto di voto, ma altri hanno avuto serie difficoltà sia di natura burocratica sia per quanto riguarda la segretezza del proprio voto.
"Nel 2026 – spiega Uici Savona – siamo ancora costretti a ricorrere a un accompagnatore di fiducia che accompagni la persona ipo e non vedente presso la cabina elettorale e apponga il voto per conto della persona con disabilità visiva. Inoltre bisogna presentare la tessera elettorale con la dicitura di voto assistito, la tessera elettorale di chi accompagna e assiste il non vedente e, in alcuni casi, arrivano persino a chiedere il certificato di invalidità con il nome del medico che l’ha rilasciato".
"Tutto ciò, con le tecnologie moderne, non è più accettabile – conclude l'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Savona – quindi si dovrà arrivare urgentemente a un intervento di legge che permetta di votare con il sistema di voto elettronico, salvaguardando la segretezza del nostro voto. Perché l’inclusione parte prima di tutto dal diritto e dal dovere di esprimere la propria preferenza".














