Assolto perché il fatto non costituisce reato e perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza del Collegio del Tribunale di Savona nei confronti di un uomo che aveva percepito il reddito di cittadinanza nonostante fosse detenuto.
M.B., difeso dagli avvocati Paolo Brin e Alessandro Lorenzi, pluripregiudicato per furti, rapine e reati contro il patrimonio, aveva fatto richiesta nel marzo del 2019 del sussidio quando era in permesso premio dal carcere.
Secondo quanto emerso, al Caf avrebbe comunque specificato di essere un detenuto mostrando un tesserino di riconoscimento con la matricola del carcere, ma la pratica sarebbe comunque stata accettata.
Dopo controlli di routine della Guardia di Finanza sui percettori sarebbe emersa l'irregolarità. E' stato quindi rinviato a giudizio con l'accusa di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di false dichiarazioni sul reddito di cittadinanza.
A seguito del processo, però, le accuse sono cadute con la sentenza di assoluzione. Il Pubblico Ministero Luca Traversa aveva richiesto una condanna a due anni. Non si sarebbe infatti verificato l'elemento soggettivo del reato e non ci sarebbe stata la volontà di trarre in inganno l'Inps.














