Oro? No, ciliegie. Che le ciliegie siano care, ce ne siamo accorti tutti, perché il rincaro generale dei prezzi le ha rese quasi un cibo di lusso. Ma se pensate che le ciliegie vendute nei nostri mercati siano “salate”, aspettate di conoscere il prezzo di quelle vendute in Giappone. Non per dire, ma lì una singola ciliegia può costare 300 euro. No, non è un refuso. Tre. Cento. Euro. A ciliegia. Possibile?
La protagonista di questa follia collettiva è la Aomori Heartbeat, ovvero i “Battiti del cuore di Aomori”, una varietà di ciliegie coltivate e promosse dall’omonima prefettura nipponica, talmente esclusive che sembrano uscite da una gioielleria.
Ma perché costano così tanto? In generale, il prezzo della frutta in Giappone è molto più elevato rispetto ad altre nazioni. Il motivo è legato al fatto che nel Paese del Sol Levante è considerata un regalo di prestigio e un buon auspicio nelle occasioni importanti.
Esperti qualificati valutano minuziosamente la merce prodotta, che deve avere determinate caratteristiche di grandezza, colore e gusto. Il tutto sotto il controllo del Japan Agricultural Cooperative, l’organismo preposto al controllo della gestione e dei costi della frutta.
Il copione vale anche per le ciliegie Aomori Heartbeat, che vengono coltivate nel nord del Giappone con una cura maniacale e considerate uno status symbol. Per essere vendibili, devono avere un diametro minimo di 2,8 cm e un contenuto zuccherino di almeno 20 gradi Brix (che, per chi non ha fatto l’alberghiero, vuol dire: dolcissime da far venire il diabete solo a guardarle, più precisamente 20 grammi di zucchero in 100 grammi di soluzione).
Il risultato? Un frutto perfetto, raro, che costa come un weekend in Costa Azzurra. Altro che “una tira l’altra”, qui “una basta e avanza”.














