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Al Direttore | 08 giugno 2026, 12:30

"1312: L’Inizio. Perché il Medioevo finì con Malocello e non con Colombo"

Lettera firmata

Riceviamo e pubblichiamo: 

"Esistono uomini che, con il solo movimento di un timone, sono capaci di spostare i cardini della storia. Lanzarotto Malocello era uno di questi: un navigatore genovese che, nel 1312, decise di puntare la sua prua laddove la civiltà europea aveva posto il suo limite sacro e inviolabile. Oltrepassando le Colonne d’Ercole, Malocello non stava solo cercando una rotta commerciale, ma stava compiendo un atto di ribellione intellettuale contro il dogma medievale. Retrodatare l’inizio della modernità a quell’anno non è una semplice provocazione cronologica, ma una necessità logica poiché è nel coraggio solitario di quest'uomo che avviene il passaggio cruciale dal 'Mondo Chiuso' all’'Universo Infinito'".

"Sebbene la portata del 1492 resti innegabile, l’impresa di Malocello ci impone di distinguere tra l’origine individuale del fenomeno esplorativo e il successivo consolidamento della conquista di Stato. Prima di lui la navigazione medievale era timidamente confinata al bacino mediterraneo o alle coste del cabottaggio, ma la sfida delle Canarie impose un salto tecnologico e psicologico senza precedenti. Per raggiungere e fare ritorno dall'arcipelago, Malocello e i suoi marinai dovettero per la prima volta comprendere il sistema dei venti rotatori dell'Atlantico attraverso la complessa manovra della Volta do Mar. In questo contesto l’uso della bussola, dell’astrolabio e delle tavole di marteloio smise di essere un ausilio teorico per trasformarsi in una necessità vitale, sancendo la nascita di quella modernità definita proprio dal dominio della tecnica sulla natura".

"Anche la percezione dello spazio subì una mutazione radicale grazie alla sua permanenza ventennale sull'isola che ancora oggi porta il suo nome. Se il Medioevo era stato l’epoca dei Mappamondi a T dove la geografia era simbolica e teologica con Gerusalemme al centro, la comparsa di Lanzarote nella carta di Angelino Dulcert del 1339 segnò il trionfo definitivo del metodo empirico. La mappa non serviva più a illustrare la Bibbia ma a navigare ed è proprio questa mentalità cartografica, che tratta lo spazio come una risorsa misurabile e sfruttabile, a costituire il pilastro del pensiero moderno".

"Parallelamente la spedizione di Malocello inaugurò una vera rivoluzione economica poiché non fu una crociata religiosa ma un’operazione commerciale finanziata dalle "Maone" genovesi. Queste società di capitali ante litteram permettevano ai soci di anticipare fondi dividendo l’investimento in quote chiamate "luoghi", un sistema che consentiva di finanziare imprese ad alto rischio ripartendo le eventuali perdite tra più investitori e anticipando di un secolo e mezzo le dinamiche delle grandi Compagnie delle Indie. Per la prima volta le risorse venivano investite non per continuità territoriale ma per creare colonie mercantili d’oltremare mirate a beni strategici come l’oricello". 

"Anche il rapporto con l'altro trovò nelle Canarie il suo primo laboratorio sociale. Il contatto di Malocello con i Guanci rappresentò il primo scontro moderno tra la civiltà europea e una popolazione ferma all’età della pietra, trasformando l'arcipelago nel banco di prova per le bolle papali e le dispute giuridiche sulla "guerra giusta". Tutto l’apparato morale che sarebbe stato poi applicato nelle Americhe fu testato e codificato proprio qui, partendo dall'insediamento fortificato costruito dal navigatore genovese".

"Nonostante queste evidenze la storiografia accademica continua a prediligere il 1492 per ragioni politiche e sistemiche. Se Colombo rappresentò la sintesi del nascente Stato Nazionale centralizzato, Malocello fu l'individuo che distrusse il dogma dell'inaccessibilità dell'Atlantico. Egli fornì le precondizioni essenziali al successo futuro rompendo il muro psicologico dell'Oceano e stabilendo quell'avamposto duraturo che sarebbe rimasto il trampolino di lancio e l'ultima tappa di rifornimento per le navi di Colombo".

"In sintesi l'analisi dei processi tecnici, cartografici e finanziari dimostra che la disarticolazione del modello medievale — caratterizzato dallo spazio chiuso e dall'economia feudale — ebbe inizio nel 1312. Fu la visione di Malocello a permettere l'integrazione dell'Atlantico nel sistema operativo europeo, trasformando l'oceano da barriera mitica a spazio di flusso costante. Il suo lascito non risiede solo nella scoperta geografica di Lanzarote, ma nell'aver stabilito quel "laboratorio atlantico" — giuridico, sociale ed economico — senza il quale il progetto colombino sarebbe stato privo di basi logistiche e dottrinali. Pertanto, è imperativo concludere che la Modernità non nacque da un evento fortuito nei Caraibi, ma dalla riapertura sistematica dell'Atlantico per mano di un genovese agli albori del XIV secolo".

Alfonso Licata
Presidente Società Dante Alighieri – Comitato delle Isole Canarie;
Presidente del Comitato Internazionale per il VII Centenario della scoperta delle Isole Canarie da parte di Lanzarotto Malocello (1312–2012);
Corrispondente Consolare d’Italia a Lanzarote.

Lettera firmata

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