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Attualità | 12 giugno 2026, 08:15

Anche Giustenice adotta il termine "atèfano", il sindaco Boetto: "Un motivo di orgoglio"

Il Consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno promosso dall’Associazione "Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS"

Anche Giustenice adotta il termine "atèfano", il sindaco Boetto: "Un motivo di orgoglio"

Il Consiglio Comunale di Giustenice ha approvato l’Ordine del Giorno “Adozione e promozione del vocabolo atèfano”. Con questo provvedimento, il Comune dell’entroterra pietrese compie una scelta significativa sul piano umano e sociale, adottando formalmente il termine “atèfano” per dare voce a una necessità reale e profondamente sentita. L’iniziativa nasce grazie all’impegno dell’Associazione Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS, fondata in memoria di Rachele, scomparsa nell’ottobre 2024 a soli 16 anni a causa di un tumore cerebrale.

La proposta si pone l’obiettivo di colmare un vuoto linguistico della lingua italiana: l’assenza di una parola che identifichi il genitore che ha perso un figlio. Il vocabolo “atèfano” intende infatti definire questa condizione, riconoscendo dignità e visibilità a un dolore profondo che spesso non trova una precisa identificazione. Il termine deriva dal greco antico ed è formato dall’unione di “a-”, alfa privativo, della radice “té-” da téknon (figlio) e della desinenza “-fano”, da orphanòs (“privo”, “mancante”, “orfano”).

Il termine “atèfano” ha già ottenuto un importante riconoscimento istituzionale attraverso l’approvazione all’unanimità di una mozione da parte del Consiglio Regionale della Liguria e di diversi Consigli comunali del territorio. L’attività dell’Associazione Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS è stata inoltre presentata alla Camera dei Deputati e portata all’attenzione di Sua Santità Papa Leone XIV lo scorso 25 marzo.

Con il voto espresso alla presenza di Silvia Ravera, madre di Rachele Franchelli, il Comune di Giustenice si impegna a promuovere la conoscenza e la diffusione del neologismo “atèfano” attraverso i propri canali di comunicazione – siti web, social media e comunicati stampa – e in occasione di eventi, convegni e iniziative pubbliche dedicate ai temi della famiglia, della sanità e del sociale.

"A seguito della richiesta dell’associazione 'Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS', ricevuta lo scorso 19 maggio, abbiamo deciso di portare la questione all’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile – dichiara il sindaco Mauro Boetto – Ci ha fatto molto piacere la visita della mamma di Rachele, alla quale abbiamo espresso tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno, nonché la determinazione dell’Amministrazione comunale a fare tutto quanto rientra nelle proprie competenze per andare incontro a questa associazione. L’associazione si propone di promuovere progetti di solidarietà e inclusione a favore di giovani e famiglie in difficoltà, collaborando con altre realtà, tra cui l’Istituto Gaslini di Genova. La delibera approvata oggi rappresenta per noi un motivo di orgoglio".

Alla seduta era presente anche la consigliera comunale Barbara Pirotto, già docente di Rachele (al centro della foto, al fianco di Silvia Ravera).

L’Associazione Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS promuove progetti di solidarietà, inclusione e sostegno a favore di giovani, famiglie e realtà in difficoltà, collaborando con organizzazioni quali AVSI Kenya, Casa Frizzi (Unitalsi Lombardia) e l’IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova.

Roberto Vassallo

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