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Politica | 26 luglio 2026, 08:00

Nomine cda Tpl Linea, Uniti per la Provincia presenta un'interrogazione sui ritardi per il rinnovo

"Non sono state organizzate iniziative di confronto e coordinamento, promosse dalla Provincia di Savona, per ascoltare i territori e provare ad intervenire e risolvere la situazione di impasse"

Nomine cda Tpl Linea, Uniti per la Provincia presenta un'interrogazione sui ritardi per il rinnovo

Un'interrogazione sul mancato rinnovo del Consiglio di Amministrazione di TPL.

A presentarla i consiglieri provinciali di opposizione Marisa Ghersi, Marco Lima, Rodolfo Mirri e Massimo Niero, del Gruppo Consiliare Uniti per la Provincia di Savona, visto che dopo la scadenza del 30 giugno non è ancora stata trovata una quadra e nei 45 giorni di proroga "non sono state organizzate iniziative di confronto e coordinamento, promosse dalla Provincia di Savona, per ascoltare i territori e provare ad intervenire e risolvere la situazione di impasse".

I consiglieri si accodano quindi alla dura lettera del Sindaco di Savona Marco Russo che ha convocato per martedì 28 luglio il Comitato di Coordinamento per le nomine (leggi QUI).

"Non si è compreso con chiarezza quali siano i motivi che hanno portato questi ritardi e si  ritiene che la Provincia debba svolgere un ruolo di rappresentanza dei Comuni, mentre in questa vicenda si ravvisa una subordinazione politica alle dinamiche del centrodestra, con il solo scopo di estromettere il Comune di Savona dalla governance della società; Comune di Savona che risulta socio di maggioranza relativa tra quelli che versano regolarmente le quote a sostegno dello svolgimento del servizio di trasporto pubblico locale" spiegano i 4 consiglieri provinciali di minoranza.

"Il Presidente della Provincia, in dichiarazioni riportate dagli organi di stampa, ha ricondotto la designazione dei vertici societari anche all’opportunità di una 'maggiore omogeneità verso la Regione', in vista di un incremento del sostegno regionale alla società: criterio che non trova fondamento né nello statuto né nella disciplina delle società a partecipazione pubblica, e che subordina l’interesse al servizio e la rappresentanza dei territori a una convergenza di schieramento" continuano.

Ghersi, Lima, Niero e Mirri chiedono quindi in "quale maniera e con quale procedura di concertazione si intende superare questo momento di stasi, andando ad individuare metodologie e strategie per nominare i nuovi componenti degli organismi dirigenti di TPL; Quali potranno essere gli sviluppi futuri dell’azienda, anche ascoltando i territori ed i loro bisogni; Come si possa far ripartire il trasporto pubblico locale, inteso come diritto di ogni cittadino e di ogni territorio;  In quale modalità, la Provincia di Savona voglia provare ad esercitare il proprio ruolo di governance e coordinamento di tutte le amministrazioni locali, in questa materia; Quale sia la situazione dei versamenti delle quote di competenza da parte di ciascun socio pubblico, con indicazione, per gli ultimi cinque esercizi, degli importi dovuti, di quelli versati e di quelli non corrisposti, e quale sia in particolare la posizione della Provincia di Savona; Se la Provincia ritenga compatibile il proprio ruolo di ente concedente del servizio di trasporto pubblico locale con l’assunzione di ruoli di indirizzo negli organi della società affidataria, e con quali strumenti intenda prevenire le connesse situazioni di conflitto di interessi; Quali criteri di rappresentanza dei Comuni soci si intendano applicare nella designazione dei nuovi amministratori e in quale modo si intenda tenere conto della posizione del Comune di Savona, socio di maggioranza relativa tra quelli in regola con i versamenti; Su quale base statutaria o normativa una maggiore omogeneità politica con la Regione Liguria possa costituire criterio di designazione degli amministratori di una società a partecipazione pubblica, e se il sostegno regionale al trasporto pubblico locale debba intendersi condizionato all’appartenenza politica dei vertici aziendali".
 

Luciano Parodi

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