"Dopo l’accorpamento a Genova della centrale operativa del 118 savonese, anche le scelte prospettate per l’Ospedale San Paolo confermano una direzione preoccupante: concentrare funzioni nel capoluogo regionale e ridurre progressivamente l’autonomia sanitaria della provincia di Savona".
"Presi singolarmente, i recenti provvedimenti che interessano il nosocomio savonese vengono presentati come scelte tecniche. Messi uno accanto all’altro, però, mostrano una direzione politica precisa: accentrare a Genova e ridimensionare i presìdi delle altre province", sostiene la portavoce, nonché consigliera di minoranza albisolese.
Nel mirino ci sono in particolare, come noto, le prospettive dei primariati di Anatomia patologica, Radioterapia oncologica e Malattie infettive, strutture che, secondo la rappresentante del M5S, rivestono un ruolo importante nei percorsi oncologici, nella gestione delle urgenze e nell’assistenza ai pazienti più fragili.
"La Regione parla di razionalizzazione e mantenimento dei servizi – afferma la pentastellata –. Ma un reparto senza direzione autonoma, personale sufficiente e capacità di programmazione rischia di essere mantenuto solo sulla carta. Non stiamo difendendo delle poltrone, ma la qualità delle cure".
Scarone richiama inoltre il bacino di utenza del San Paolo, che serve circa 159mila residenti dei distretti Savona-Val Bormida, oltre alla popolazione turistica, e sottolinea il ruolo dell’ospedale nell’attività di chirurgia oncologica.
"I cittadini hanno diritto a essere curati nel proprio territorio, quando le condizioni cliniche lo consentono – prosegue –. Trasferimenti sempre più frequenti verso Genova significano disagi per pazienti e famiglie e possono tradursi in ritardi o persino nella rinuncia alle cure".
Secondo la coordinatrice provinciale del M5S, le questioni relative ai primariati, all’organizzazione del 118 e alla carenza di personale dovrebbero essere considerate nel loro insieme. "Non possono essere considerati episodi isolati – sostiene –. Messi insieme mostrano una direzione politica precisa: accentrare a Genova e ridimensionare i presìdi delle altre province".
Da qui la richiesta alla Regione di rivedere le scelte di accentramento e di garantire al San Paolo "risorse, personale e primariati adeguati", attraverso un confronto con amministratori, professionisti sanitari e cittadini.
"Chiediamo risposte chiare, non rassicurazioni generiche. E mantenere non basta: il San Paolo deve essere potenziato. La nostra provincia non può, un pezzo alla volta, continuare a perdere funzioni e servizi essenziali", conclude Scarone.














