Una raccolta firme che ha raggiunto più di 200 adesioni e una pec inviata ad Anas, ai comuni di Savona, Quiliano e Vado e alla Provincia con al centro una preoccupazione legata ai lavori sul ponte di Zinola.
Ad inviarla un gruppo di abitanti della zona delle Murate e che vivono lungo il torrente Quiliano e il Trexenda che hanno segnalato la criticità legata all'accumulo di materiale sabbioso alla foce.
"Come è noto sono in corso i lavori di rifacimento del Ponte di Zinola, sito sulla Via Aurelia, che collega il Comune di Savona con quello di Vado Ligure. È un lavoro necessario visto lo stato del ponte stesso ma ci si chiede se siano state prese le dovute misure precauzionali a difesa delle persone e delle cose presenti sulle rive del fiume Quiliano, zona a forte rischio di esondazione come già veriticatosi negli anni precedenti e come segnalato da cartelli stradali - spiegano - Ad oggi la foce del flume è oggetto di un grande restringimento con installazione di new jersey di cemento, alti sui 3 metri, a delimitazione di un'ampia area della foce riempita con terriccio. È stata lasciata solo una piccola zona di sbocco in concomitanza con la fuoriuscita dell'acqua proveniente dalla centrale elettrica".
"Cosa è stato previsto in caso di allerta rossa? C'e un piano di ernergenza? Se il flume non può liberamente defluire al mare sicuramente si innalzerà tanto da allagare strade e creando grave pericolo per l'incolumità delle persone e delle cose - continuano - Per altro l'attuale situazione dell'alveo del fiume è molto carente e necessita di una approfondita manutenzione. Ci sono alberi, canne, ed una profondità inadeguata tra il lotto e l'argine. Considerato che il periodo più soggetto a forti piogge è settembre ed ottobre e che sicuramente i lavori non saranno terminati entro tale data si chiede, ad ognuno dei soggetti in indirizzo, per propria competenza, di intervenire tempestivamente (soprattutto con la pulizia del flume) al fine di evitare pericoli".
I lavori sul ponte erano iniziati lo scorso maggio.
Le tre amministrazioni comunali avrebbero comunque richiesto spiegazioni ad Anas.



























