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Eventi | 21 agosto 2026, 11:50

Doppio appuntamento con "Parole Ubikate in mare 2026": Camilli e Berizzi, due inchieste sullo stesso cortocircuito democratico

Due firme del giornalismo d'inchiesta italiano con due opere sullo "stato di salute" delle libertà costituzionali nel nostro Paese

Doppio appuntamento con "Parole Ubikate in mare 2026": Camilli e Berizzi, due inchieste sullo stesso cortocircuito democratico

Due firme del giornalismo d'inchiesta italiano, due libri che raccontano, da prospettive opposte e complementari, lo "stato di salute" delle libertà costituzionali nel nostro Paese. È questo il filo conduttore del nuovo doppio appuntamento della rassegna "Parole Ubikate in mare 2026", che nei prossimi giorni porterà ad Albissola Marina e Savona le giornaliste Annalisa Camilli e Paolo Berizzi.

Da un lato la crescente restrittività dello Stato verso le piazze considerate ostili, tra pacchetti sicurezza e criminalizzazione del dissenso; dall'altro la tolleranza, la contiguità e le coperture verso le realtà dell'estrema destra eversiva. Due facce della stessa crisi, che la rassegna mette a confronto in due serate consecutive.

Sabato 22 agosto, ore 21.15 - Piazza della Concordia, Albissola Marina

Si comincia con Annalisa Camilli, giornalista di "Internazionale" specializzata in reportage e inchieste su immigrazione e crisi umanitarie, che presenta "Divieto di protestare" (Einaudi), insieme a Lorenzo Caviglia e Margherita Sirello.

Il libro nasce da una domanda che Camilli ritiene ormai ineludibile, a venticinque anni dal G8 di Genova: come sono cambiati i movimenti di protesta, e cosa producono le leggi che criminalizzano il dissenso — come gli ultimi pacchetti sicurezza varati in Italia? Negli ultimi decenni, sostiene la giornalista, l'enfasi sulla sicurezza è stata la risposta dei governi alla crisi delle istituzioni democratiche e dello stato sociale. Le proteste per Gaza, nel frattempo, hanno riportato in primo piano in tutto il mondo movimenti di massa che sembravano scomparsi: trainati da giovani e studenti, capaci di coinvolgere anche settori non politicizzati della società, e caratterizzati da forme più reticolari e orizzontali di mobilitazione, spesso basate su resistenza passiva e boicottaggio. A questa nuova stagione di piazza, però, si è affiancata un'ondata repressiva e normativa che, secondo l'autrice, sembra costruita sulla base delle proteste precedenti - dal movimento no-global agli ambientalisti di ultima generazione - e che introduce un approccio penale preventivo: non serve commettere un reato per finire in una spirale di criminalizzazione, basta appartenere a un certo gruppo o mettere in atto condotte ritenute pericolose. Una deriva le cui radici, per Camilli, affondano già nella Genova del 2001, quando si consumò quella che Amnesty International definì «una violazione dei diritti umani di dimensioni mai viste nella recente storia europea» - una ferita, scrive, ancora aperta.

Classe di formazione internazionale, Camilli lavora per "Internazionale" dal 2007 dopo esperienze con Associated Press e RaiNews24; dal 2014 segue le rotte migratorie verso e attraverso l'Europa, e si è occupata di episodi di razzismo come l'attentato di Macerata e l'omicidio del cittadino senegalese Idy Diene a Firenze. Nel 2022, durante l'invasione russa dell'Ucraina, ha firmato il podcast "Da Kiev". Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Premiolino, il premio Marco Luchetta e il premio Scalfari (tutti nel 2024) e, nel 2017, l'Anna Lindh Mediterranean Journalist Award per l'inchiesta "La barca senza nome". Ha pubblicato, tra gli altri, "La legge del mare" (Rizzoli, 2019), "Un giorno senza fine. Storie dell'Ucraina in guerra" (Ponte alle Grazie, 2022) e "L'ultimo bisonte" (La Nuova Frontiera Junior, 2023).

Lunedì 24 agosto, ore 21.15 - Piazza Sisto IV, Savona

Due giorni dopo la rassegna si sposta a Savona per l'incontro con Paolo Berizzi, inviato e firma di "la Repubblica", che presenta "Il libro segreto di CasaPound" (Fuoriscena) insieme a Mimmo Lombezzi.

Il volume raccoglie la testimonianza di una "gola profonda" che racconta dall'interno la più importante organizzazione neofascista italiana degli ultimi vent'anni: i finanziatori, i misteri del palazzo-fortino nel cuore di Roma occupato dal 2003, il presunto "piano B" eversivo predisposto in caso di sgombero, i legami con la destra di governo, la violenza come metodo, i campi di addestramento, i riti pagani-esoterici, le coperture istituzionali e i rapporti con i media mainstream. E ancora: il ruolo delle donne nel movimento, la gerarchia interna tra capi e capetti, le ombre criminali che attraversano la storia dell'organizzazione. Berizzi la definisce la prima radiografia completa di CasaPound, un dietro le quinte inedito che apre il vaso di Pandora del movimento leader dell'estrema destra italiana — più volte al centro delle cronache nere e giudiziarie prima ancora che di quelle politiche, e che dopo quasi un quarto di secolo potrebbe ora andare incontro allo scioglimento per tentata ricostituzione del partito fascista.

Berizzi lavora a "la Repubblica" dal 2000 e si occupa prevalentemente di inchieste sulla destra eversiva in Italia: proprio per questo, dal 2019, è l'unico giornalista in Europa sotto scorta per minacce neofasciste e neonaziste. Tra i suoi libri, "Bande nere" (Bompiani, 2009), "Il mio piede destro" (Baldini Castoldi, 2005, con Dario Cresto-Dina), "Morte a 3 euro" (Baldini Castoldi, 2008), "La bamba" (Baldini Castoldi, 2012, con Antonello Zappadu), "NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista" (Baldini Castoldi, 2018), "L'educazione di un fascista" (Feltrinelli, 2020) e "È gradita la camicia nera" (Rizzoli, 2021).

Ingresso libero a entrambi gli incontri

Le due serate rientrano in "Parole Ubikate in mare 2026", rassegna a cura dell'associazione Parole Ubikate, del Comune di Savona e del Comune di Albissola Marina, con il contributo di Bper Banca e Fondazione De Mari CR Savona.

Redazione

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