In un momento di drammatica carenza di medici di medicina generale che colpisce duro la Val Bormida, arriva una notizia di sollievo per la comunità di Carcare. Il dottor Roberto Pittari, Medico di Medicina Generale con studio nel comune carcarese, ha scelto di non andare in pensione al compimento del 70° anno di età e proseguirà la propria attività al servizio dei suoi assistiti. Avrebbe dovuto cessare l'attività per raggiunti limiti di età il 28 agosto 2026 ma lo scorso febbraio 2026 ha presentato richiesta formale di poter proseguire l'attività, avvalendosi delle norme di legge (D.L. 198/2022) che consentono la permanenza fino ai 72 anni.
«Ringraziamo il dottor Pittari per la sua manifestazione di volontà a rimanere ancora in servizio – afferma Monica Cirone, direttore dell’Area Sociosanitaria Locale – alla quale abbiamo dato parere favorevole perché, in questo momento di carenza di medici di medicina generale, non solo a livello locale ma anche nazionale, consente di rispondere ai bisogni dei cittadini ed è un segnale positivo. Una disponibilità che denota anche passione per il proprio lavoro e vicinanza ai pazienti".
Il pensionamento Pittari Rocco Robertino comporterebbe un ulteriore aggravamento delle criticità già presenti nell’assistenza primaria del Distretto delle Bormide, in un contesto caratterizzato da persistente carenza di medici convenzionati, dalla presenza di due incarichi a tempo determinato e dall’avvenuto innalzamento del massimale a 1800 scelte per 12 medici di medicina generale su 17 operanti nell’ambito territoriale, che evidenzia una situazione di particolare pressione organizzativa e ridotta capacità di assorbimento di ulteriori assistiti da parte dei professionisti già operanti sul territorio
A Carcare e nei comuni limitrofi, infatti, il problema del ricambio generazionale dei medici di base è diventato un'emergenza quotidiana.
Un chiaro esempio delle difficoltà del territorio si è verificato in occasione dell'ultimo pensionamento, quello del dottor Alberto Rebella, lo scorso luglio,: in quella circostanza, centinaia di cittadini si sono trovati da un giorno all'altro senza un medico di riferimento. Per evitare di rimanere privi di assistenza sanitaria fondamentale, moltissimi assistiti sono stati costretti a iscriversi con medici operanti nei comuni vicini, come Cairo Montenotte, Cengio o Millesimo.
Una soluzione che causa enormi disagi soprattutto alla popolazione più fragile. Sono infatti molti gli anziani ultraottantenni presenti sul territorio che fanno grande fatica a muoversi autonomamente, per i quali dover percorrere anche pochi chilometri per raggiungere un comune limitrofo solo per farsi prescrivere una ricetta o fare una visita di controllo rappresenta una vera e propria odissea. E non tuti hanno figli o nipoti residenti nel paese, o vicino, che possono occuparsi di loro e portarli dal medico curante.














