"Auguriamo una pronta guarigione a Matteo, ragazzo di 19 anni di Torino che ad Andora è stato brutalmente assalito con un cartello stradale, riportando gravi ferite alla testa. L’aggressione, tentato omicidio, da parte della baby gang è scattata perché Matteo ha difeso un’amica dalle molestie del gruppo".
Ad affermarlo sono i Giovani Comunisti/e federazione di Imperia e Savona, che proseguono: "È sconcertante lo stato di degrado, apatia e violenza con cui la nostra generazione di ragazzi e ragazze è costretta a convivere; Cioè in un contesto in cui i legami sociali e di amicizia vengono sfilacciati in favore di una sorda solitudine emotiva, che provoca una rabbia non solo verbale, ma anche fisica".
"È necessario riprendere il controllo di una situazione che è ormai sfuggita di mano: bisogna combattere con ogni mezzo, soprattutto culturale, fin dall’infanzia, a scuola e nelle famiglie, contro questa cultura della sopraffazione, della violenza e dell’abuso. Che si tratti di giovani provenienti dalle fasce economicamente più deboli o dalle belle case dei quartieri bene delle belle città, (ricordiamo i fatti di Forte dei marmi o l'aggressione omofoba ad Imperia) la cultura della violenza e della sopraffazione è sempre più radicata tra i nostri coetanei, che non ha più alcun punto di riferimento ideale. Uno dei motivi è sicuramente la sistematica "distruzione" delle ideologie, che ci ha voluto Nichilisti ed Individualisti; un secondo motivo non può non essere la continua escalation di violenza nel dibattito pubblico".
"A cosa serve militarizzare le scuole, come vine proposto da qualche politico, quando la violenza è principalmente fuori da esse, nelle discoteche e nei luoghi di movida, ma soprattutto nelle menti e nella cultura dei nostri coetanei", aggiungono.
"Chiediamo quindi un impegno concreto da parte delle istituzioni e della politica, affinché vengano avviati seri piani di educazione, rieducazione e formazione per docenti e studenti. Servono interventi ben finanziati, mirati e personalizzabili in base alle esigenze dei diversi territori per garantirne una reale efficacia. Nella nostra classe dirigente manca una reale conoscenza pratica della scuola, sostituita da una visione puramente teorica e lontana dai contesti reali", concludono i Giovani Comunisti.














