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Attualità | 01 settembre 2026, 12:54

In mare senza fiocine: alla Margonara una serata per osservare e non catturare gli animali marini

Questa sera alle 20 il CEA del Beigua propone un’esperienza gratuita con maschera e boccaglio per riscoprire il Mediterraneo senza prelievi. PAI e OSA: "Il mare non è un supermercato a cielo aperto"

In mare senza fiocine: alla Margonara una serata per osservare e non catturare gli animali marini

"Andare per mare senza uccidere  animali. Sembra quasi una provocazione, e invece dovrebbe essere la normalità" così Osa presenta l'iniziativa c he si potrà fare gratuitamente questa sera, martedì 1 settembre  alle ore 20, presso la spiaggia della Margonara, tra Savona e Albisola, grazie al Centro di Educazione Ambientale del Beigua (prenotazione obbligatoria – 366 6221213).

Maschera e boccaglio, senza coltelli, fiocine, salai o fucili subacquei: per una volta si entra nel Mediterraneo non per prelevare, catturare o uccidere, ma semplicemente per osservare, conoscere e rispettare. Una piccola esperienza che ricorda una cosa tanto semplice quanto spesso dimenticata: il mare non è un supermercato a cielo aperto e gli animali che lo abitano non sono risorse messe a nostra disposizione.

L’iniziativa del CEA non è la prima e trova il plauso del Partito Animalista Italiano (PAI) e dell’Osservatorio Savonese Animalista (OSA). Da anni le due realtà denunciano una contraddizione sempre più difficile da ignorare: mentre si parla continuamente di tutela del mare, biodiversità e sostenibilità, si continua a esercitare una pressione enorme sugli ecosistemi marini.

 Secondo le valutazioni scientifiche internazionali, una quota rilevante degli stock ittici è sottoposta a sovrasfruttamento e molte popolazioni vengono ancora sfruttate fino ai limiti della sostenibilità. Di fronte a una situazione simile, continuare semplicemente a chiedere al mare di produrre di più non è una soluzione: è rimandare il problema.

 La vera domanda politica, allora, è un’altra: quanto siamo disposti a rinunciare alle nostre abitudini per lasciare al Mediterraneo la possibilità di rigenerarsi?

Per PAI e OSA la direzione dovrebbe essere chiara: ridurre progressivamente la pressione della pesca, rafforzare i controlli, limitare la pesca sportiva nelle aree più vulnerabili, istituire nuove aree marine protette e ampliare quelle già esistenti, come quelle di Bergeggi e Gallinara, oltre a promuovere una significativa riduzione del consumo individuale di pesce e crostacei.

Per troppo tempo la parola sostenibilità è stata utilizzata come una rassicurante etichetta capace di giustificare quasi tutto. Ma sostenibile significa una cosa molto precisa: che ciò che facciamo oggi possa continuare a essere fatto anche domani senza distruggere ciò da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza.

E allora ben vengano iniziative come quella del CEA del Beigua: perché forse il modo più intelligente di andare per mare è proprio quello di tornare a guardarlo senza voler prendere nulla.

 Il Mediterraneo non ha bisogno di essere conquistato. Ha bisogno di essere lasciato vivere.

Redazione

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