Nel dibattito sulla sanità savonese, e sul depotenziamento dell'ospedale cittadino, con ricadute negative sui pazienti, dopo l'allarme lanciato del sindaco Marco Russo all'assemblea dei sindaci, interviene Rodolfo Tassara.
Tassara, ex primario della Struttura Complessa di Medicina Interna ed ex responsabile del Dipartimento Medico dell'ASL 2 Savonese, ora in pensione, ha vissuto decenni della sanità savonese, attraversando anche il complesso momento del Covid e l'enorme sforzo compiuto dalla sanità in quel contesto.
Un primo allarme è quello per l'Anatomia Patologica e i tanti pazienti trattati. "Sto pensando che è in atto un depotenziamento dell’ospedale di Savona e del territorio savonese con accorpamenti tra ex Asl 2 (la nostra) e Asl 1 a favore di Imperia e Sanremo. È impensabile che il nostro Ospedale, che opera e gestisce molti più pazienti oncologici del Ponente, rischi di vedersi privato dell’Anatomia Patologica e di altri reparti a sostegno del paziente oncologico".
Proprio nel periodo di maggiore crisi del sistema sanitario, quello del Covid, la Struttura Complessa degli Infettivi, con altre Strutture, ha avuto un ruolo fondamentale, con il sacrificio di medici, infermieri e tecnici.
"È impensabile che Savona e Santa Corona – aggiunge Tassara - perdano il reparto di Malattie Infettive e che Savona perda un reparto di Medicina. Ma il Covid non ha insegnato proprio nulla. A certi che ci governano certo no, ma loro nelle corsie nel 2020 non c’erano. Il grande sacrificio che, con passione e dedizione, tutti coloro che lavorano in sanità hanno fatto è stato scordato? L’importanza dei reparti di Malattie Infettive e delle Medicine Interne è stata scordata?".
"Se arriva un’altra pandemia con le cose che si sentono dire al governo centrale – afferma Tassara - con le cose che non si fanno per essere pronti e le nomine fasulle di gente incompetente per gestire una eventuale pandemia, stiamo freschi".
C'è poi ancora il tema dei pazienti oncologici e il caso del 118, nato proprio a Savona e "esportato" poi come modello in tutta Italia.
"Ma ho divagato un po' troppo. Ripeto che i numeri maggiori di pazienti oncologici operati e seguiti dagli oncologi li abbiamo a Savona – prosegue Tassara -.Ricordo anche che abbiamo già perso il 118. Inoltre, tutte le strutture dipartimentali in Liguria che si occupano di determinate patologie sono coordinate da una Struttura Complessa con sede a Genova e una Struttura Complessa di Medicina Interna è stata sostituita da una Struttura Complessa “Degenza breve”, che è una dizione di struttura del Pronto Soccorso; forse è un errore formale e questo mi spaventa ancora di più perché, se dopo mesi che si aspetta questo piano sanitario, il POA, esce con tali errori, è grave".
"È stato stilato un piano sanitario regionale che favorisce Genova e il Ponente – dice - nell’ottica di una razionalizzazione e di un risparmio che non razionalizza nulla e non fa risparmiare, ma che ricade ancora una volta solo sulle spalle dei pazienti e di chi lavora in sanità, che rischia di essere spostato da un ospedale a un altro a seconda delle esigenze. Tutti i cittadini devono sapere queste cose".
Infine, l'Università privata di Medicina che arriverà al Santa Corona. "Approfitto di questo momento – conclude Tassara - per dire anche che l’insediamento di un'università privata a pagamento di Medicina a Santa Corona non serviva. Tra 5/6 anni avremo nuovamente più medici di quelli che serviranno. Meditiamo. Meditate. Bisogna impedire certe scelte che penalizzano Savona".














