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Sanità | 07 settembre 2026, 15:30

93enne muore in ospedale, la famiglia lo scopre due giorni dopo: "Non deve accadere più"

La donna era ricoverata in condizioni terminali, i familiari hanno appreso del decesso solo dopo aver contattato il reparto

Immagine di repertorio

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Una donna di 93 anni è morta in ospedale, ma i familiari hanno appreso del decesso soltanto due giorni dopo, contattando direttamente il reparto per avere notizie. È quanto denunciato dal compagno della donna, con cui aveva condiviso oltre trent’anni di vita.

Un episodio delicato, avvenuto nei mesi scorsi in una struttura ospedaliera della provincia di Savona: per rispetto della delicatezza della vicenda e a tutela della privacy, abbiamo scelto di non fornire ulteriori elementi che possano rendere identificabile la paziente o consentire di individuare la struttura sanitaria coinvolta.

La 93enne era ricoverata a causa delle sue precarie condizioni di salute e necessitava di cure palliative intensive. Il compagno l’aveva assistita fino alla sera precedente al decesso. Secondo quanto riferito dall’uomo, con il reparto era stato concordato un aggiornamento telefonico per il lunedì successivo.

Quel lunedì, non avendo ricevuto alcuna comunicazione, il nipote della donna, che era anche amministratore di sostegno, ha contattato direttamente il reparto. Solo in quell'occasione, secondo quanto riferito dalla famiglia, avrebbe appreso che la 93enne era deceduta due giorni prima, nella giornata di sabato.

A quel punto la salma era già stata trasferita nelle camere mortuarie e i familiari si sono trovati a dover organizzare in tempi molto stretti le esequie e la cremazione, con le conseguenti difficoltà pratiche e il peso emotivo di una situazione già dolorosa: "Avevano ben tre recapiti telefonici a disposizione – ha spiegato il compagno della donna –. Se mio nipote non avesse chiamato lunedì a mezzogiorno, non so quando ce l’avrebbero detto".

Pur escludendo iniziative giudiziarie, i familiari hanno chiesto formalmente di chiarire le ragioni del ritardo comunicativo e di adottare le necessarie misure affinché analoghe criticità non si ripetano: "Non deve accadere più".

Interpellata sulla vicenda, l’Asl ha confermato l’accaduto, riconoscendo una propria mancanza nella comunicazione del decesso e riconducendola a un momento di particolare stress per il reparto. L’azienda sanitaria ha inoltre sottolineato che, prima del decesso, i familiari erano stati informati per tempo dell’aggravarsi delle condizioni della donna, ormai giunta alla fase terminale della malattia.

Roberto Vassallo

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