Lunedì 21 settembre, alle 21, la chiesa di Santa Barbara a Cengio ospiterà un concerto dal titolo evocativo, “Santa Caterina da Siena e altri capolavori ritrovati”. Un appuntamento pensato non soltanto come evento musicale, ma come occasione per riportare alla luce una pagina sorprendente e poco conosciuta della storia della musica italiana.
Al centro della serata ci sarà la figura di Santa Caterina da Siena, patrona di Cengio, raccontata attraverso una composizione di rara suggestione: il Poemetto Santa Caterina da Siena per violino, quartetto d'archi, arpa, organo, celesta e percussioni di Marco Enrico Bossi (1861-1925), uno dei più importanti compositori e organisti italiani tra Ottocento e Novecento.
Composto nel 1924, alla vigilia della prima e, purtroppo, ultima tournée di Bossi negli Stati Uniti, il Poemetto rappresenta una delle opere più singolari e significative della sua vastissima produzione. La partitura ripercorre musicalmente alcuni degli episodi principali della vita della santa, affidandosi a un organico insolito e a una scrittura capace di unire la dimensione spirituale alla ricerca timbrica.
È una composizione che, nonostante il valore e la particolare forza espressiva, è rimasta a lungo ai margini dei programmi concertistici. La sua riscoperta assume così il significato di un vero e proprio recupero del patrimonio musicale italiano. La vicenda personale di Bossi rende inoltre il lavoro ancora più emblematico: il compositore sarebbe morto il 20 febbraio 1925, durante il viaggio di ritorno in Europa, a bordo del piroscafo De Grasse.
Accanto al Poemetto sarà eseguito un altro lavoro raro: il Quartetto per archi di Costante Adolfo Bossi (1876-1953), fratello minore di Marco Enrico, anch'egli compositore e protagonista della vita musicale italiana come grande organista. Una presenza che permette di allargare lo sguardo sull'intera famiglia Bossi e su una stagione della musica italiana che attende ancora, per molti aspetti, una piena riscoperta.
A dare voce alle partiture saranno Roberto Noferini, violino solista, Carlo Benatti all'organo, Gilda Gianolio all'arpa e Francesco Ottonello alle percussioni, insieme al Quartetto Siegfried, formato da Carolina Porro e Domenico Scicchitano ai violini, Yoko Morimyo alla viola e Luca Colardo al violoncello. Il quartetto ha ricevuto nel 2022 il Premio Abbiati-Farulli.
L'appuntamento di Cengio non sarà però isolato. Il concerto inaugura infatti un percorso che proseguirà con altri due appuntamenti nella provincia di Savona: il 15 novembre nella Cattedrale di Savona e il 7 dicembre nella Collegiata di Sant'Ambrogio a Varazze. Tre luoghi e tre occasioni per riportare al pubblico opere rare, attraverso un progetto che mette al centro la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale italiano.
La serata è curata dall'Associazione Nuove Traiettorie Sonore APS di Como, con il patrocinio del Comune di Cengio, il sostegno della Fondazione De Mari di Savona e la collaborazione dell'Ensemble Nuove Musiche di Savona. L'appuntamento rientra inoltre nel Festival Marco Enrico Bossi, giunto alla sua prima edizione 2025/26, di cui costituisce il 93° concerto.
Fondato da Luca Colardo, violoncellista e presidente di Nuove Traiettorie Sonore, e inaugurato il primo maggio 2025 nel Duomo di Como, il Festival è promosso dall'Orchestra da Camera di Brescia e nasce come progetto itinerante e diffuso sul territorio nazionale. L'obiettivo è riportare all'attenzione del pubblico le opere dei musicisti della famiglia Bossi, restituendo loro un posto nella storia della musica italiana.














