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Eventi | 21 settembre 2026, 13:00

"Il mio viaggio nel buio di Mauthausen": a Garlenda la giovane Gaia si fa testimone della Memoria

In un incontro gremito nella Sala Consiliare, la studentessa ha ripercorso la tappa nei campi di sterminio con l'Aned. Il sindaco Navone: "Orgogliosi di aver sostenuto questa esperienza"

Si è svolta venerdì sera, nella Sala Consiliare del Comune di Garlenda, la serata di “Ritorno dal Viaggio della Memoria 2026”, organizzata dalla Sezione ANED ETS Savona – Provincia in collaborazione con il Comune di Garlenda.

Al centro dell’incontro il “Viaggio della Memoria a Mauthausen e nei luoghi della deportazione nazista”, vissuto lo scorso maggio, da un gruppo di studenti della provincia di Savona vincitori del Concorso ANED 2026. Testimone a Garlenda è stata Gaia Bruno, giovane studentessa garledina che ha partecipato al viaggio che è stato promosso con ANED e sostenuto dal Comune di Garlenda e da Regione Liguria.

Gaia ha presentato un proprio elaborato e ha raccontato al pubblico la sua esperienza, offrendo spunti di riflessione che hanno dato vita a un confronto ricco e partecipato, con numerose domande e interventi personali da parte dei presenti.

"Posso solo ringraziare tutte le persone che erano presenti  – ha commentato Gaia Bruno – Ho apprezzato davvero tanto le domande che mi sono state fatte e gli interventi personali che si sono condivisi. Sono davvero molto felice di come si sia svolto l’incontro e ringrazio ancora per aver avuto la possibilità di presentare la mia esperienza!".

La serata ha visto la partecipazione del Presidente di ANED Savona Simone Falco e del Vice Presidente vicario Jacopo Marchisio, oltre a numerosi rappresentanti delle associazioni e realtà del territorio impegnate nella conservazione della memoria della Resistenza e della deportazione.

Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Garlenda Alessandro Navone: "Sono felice che l’esperienza vissuta da Gaia si sia trasformata anche in un momento pubblico di riflessione così tanto partecipato dal pubblico. È stato particolarmente significativo vedere tanti rappresentanti delle associazioni partigiane e delle realtà del territorio riuniti a Garlenda e assistere a un dialogo così aperto e partecipato. Ma il momento più importante è stato sicuramente ascoltare Gaia. Aver sostenuto la sua partecipazione al Viaggio della Memoria è per me  motivo di grande orgoglio, perché abbiamo verificato l’efficacia di questa esperienza.  La sua testimonianza dimostra quanto sia importante offrire ai giovani la possibilità di conoscere la storia attraverso esperienze concrete che li trasformano in motivati testimoni della memoria". 

"I viaggio dell’Aned si è tradotto in conoscenza, consapevolezza e senso di responsabilità nel continuare a mantenere viva la memoria". 

Al termine della serata è stato inoltre proiettato il video dedicato alla “Scala della morte” di Mauthausen.

Particolarmente significativo anche l’elaborato poetico “Incubi lucidi”, scritto da Gaia Bruno e Michela Fracassin, dedicato alla persecuzione e allo sterminio dei Rom e dei Sinti nel campo di Auschwitz-Birkenau.

Ecco il testo di 
"Incubi lucidi"
di Gaia Bruno e Michela Fracassin

Sono nato da una stirpe di viaggiatori
cresciuto nelle notti di cammino
ho migrato come una rondine.
Ora sono giunto ad una nuova destinazione:
uomini in divisa gridano
“Beeil dich!”¹
Sbraitano.

Ho sognato una famiglia per la quale coltivare.
Il campo in cui mi hanno gettato adesso è spaventoso;
nella mia lunga vita ne ho visti molti,
coltivati fioriti spogli.
questo è solo crudele.

Mi sono fidato della Luna
che dallo spiraglio di quella gabbia mi ha sempre seguito accompagnato rassicurato.
Ho creduto alla Mamma, che mentre mi stringeva nelle sue braccia
mi proteggeva da sogni cattivi.
Ma ho visto l’o manuš bi jag²,
mi ha imposto di seguirlo,
mi ha portato in una nuova gabbia.
Soffoco.

Ho perso il mio Gregge:
Non sono più una Figlia, mio Padre l’ho perso per la via.
Non sono più una Madre, forse i soldati hanno messo a letto il mio šavò³.
Non sono più una Donna, il mio volto non risponde più al mio nome.

Sogno ancora,
il profumo di un bagno, la carezza morbida del vapore, le guance rosee dal calore.
Questa notte mi hanno promesso una doccia.

La notte del 2 agosto 1944 un comando
“Schließung des Lagers!”⁴
Urla grida pianti.
La luna cambiò ubicazione,
si nascose
Il fuoco scarlatto attanagliava ogni porzione del campo Zigeunerlager
lo stava divorando, e poi
silenzio vuoto oblio.

La mattina dopo non c’era più nulla
se non capanne vuote,
nidi di rondini in inverno,
abbandonati.

I corpi erano svaniti,
non esistevano più le persone
ma questo già da tempo.

Quella notte venne commesso l’atto crudele:
un fratricidio perpetrato da fratelli.
E l’umanità guardava in silenzio.

«Se comprendere è impossibile conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.»
Primo Levi.

¹ Beeil dich, in lingua tedesca, si traduce con “sbrigatevi”.
² o manuš bi jag significa letteralmente “uomo senza fuoco”, figura appartenente al folklore romanì.
³ Šavò significa “bambino” in lingua romanì.
⁴ Schließung des Lagers, ordine in lingua tedesca.

Redazione

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