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Politica | 22 settembre 2026, 16:20

Dimissioni di Olivieri dalla Provincia, Mirri attacca: "Condizionato e tirato per la giacca da settori e da persone della sua stessa appartenenza politica"

"In tutti questi anni di mandato, purtroppo, non abbiamo mai visto il Presidente di tutti, ma unicamente il rappresentante di una specifica corrente politica"

Dimissioni di Olivieri dalla Provincia, Mirri attacca: "Condizionato e tirato per la giacca da settori e da persone della sua stessa appartenenza politica"

E' stato il suo più fervente oppositore e fino all'ultimo non gliele ha mandate a dire.

Il sindaco di Carcare, consigliere provinciale di opposizione Rodolfo Mirri al termine del discorso di congedo del presidente Pierangelo Olivieri che ha formalizzato proprio oggi le sue dimissioni da Palazzo Nervi, lo ha duramente attaccato così come il centrodestra.

"Sul piano umano, come sempre accade di fronte a un momento di difficoltà o di passaggio di una persona, esprimo il mio più profondo rammarico - dice Mirri -. Tuttavia, sul piano prettamente politico, non posso nascondere una profonda soddisfazione per la conclusione di questo percorso. Non posso, oggi, fare a meno di evidenziare, che anche in questa circostanza, c'è stato un difetto di metodo e di comunicazione che ha caratterizzato l'intero mandato: come di consueto, abbiamo appreso la notizia prima a mezzo stampa che nelle sedi istituzionali preposte. A ciò si aggiunge una modalità d'urgenza quanto meno anomala, con una convocazione giunta soltanto ieri intorno alle 15:00 per la seduta odierna delle 11:30. Quali siano le reali motivazioni sottese a tale improvvisa e precipitosa accelerazione lo scopriremo solo strada facendo; ci auguriamo unicamente che si sia trattato di una scelta assunta in piena e consapevole autonomia e non dell'ennesima decisione calata dall'alto o imposta da terzi".

Non sono mancate le stoccate al caso delle nomine del consiglio d'amministrazione di Tpl. Con il fronte del centrodestra che si è disunito dopo la decisione di Olivieri di optare insieme al Comune di Savona per la scelta alla presidenza di Serena Lancione.

"In tutti questi anni di mandato, purtroppo, non abbiamo mai visto il Presidente di tutti, ma unicamente il rappresentante di una specifica corrente politica. Non abbiamo mai assistito all'azione di una guida autorevole capace di imporre decisioni chiare e nell'interesse del territorio, bensì al costante allineamento alle volontà dei suoi oramai 'ex amici' politici che oggi lo stanno abbandonando o per meglio dire, lo hanno già abbandonato - prosegue - L'ultima dimostrazione di questa debolezza è stata la gestione del dell'elezione del Consiglio di Amministrazione di TPL. Quello è stato il vero e proprio 'atto finale', la ciliegina sulla torta che ha evidenziato in modo inequivocabile quanto il Presidente fosse condizionato e tirato per la giacca da settori e da persone della sua stessa appartenenza politica".

"Oggi la Provincia di Savona si trova ad un punto di svolta. Questo territorio ha un disperato bisogno di una guida autonoma, autorevole, capace di decidere con la propria testa e, soprattutto, di essere il Presidente di tutti i 69 Sindaci della nostra provincia, senza distinzioni di colore politico o di appartenenza di corrente" conclude Mirri.

Parole condivise anche dai colleghi della minoranza provinciale, Marisa Ghersi, Marco Lima e Massimo Niero, intervenuti congiuntamente come gruppo "Uniti per la Provincia" con una nota dove esprimono anzitutto rammarico per l'accaduto, ma non senza qualche critica partendo proprio dalle parole del sindaco di Calizzano di stamani durante la conferenza stampa convocata per annunciare la scelta. 

Un discorso "accorato, malinconico e sofferto" lo hanno definito, che avrebbe lasciato intendere "chiaramente che l'atto sia stato forzato" e dal quale l'opposizione ricava un ragionamento politico. "Già dagli articoli comparsi ad agosto, ci siamo chiesti per quale motivo non fosse stato valutato prima il rischio di doversi dimettere, procedendo con più cautela verso la nomina - continuano - Troppo strano per non pensare a una regia politica della destra, che in qualche modo ha utilizzato un ente pubblico per sistemare gli equilibri di potere di coalizione". 

Da qui lo sguardo già verso le prossime elezioni: "Questo non è il nostro modo di fare politica. Questo non è il nostro modo di lavorare per le amministrazioni ed il territorio che ci ha eletto. Ognuno di noi si è impegnato per tutti i Comuni della Provincia, per le tematiche in gioco, importanti per tutti. Auspichiamo un nuovo corso, una nuova stagione per la nostra provincia, che dia più voci ai Sindaci, ai comuni, ai territori e meno alle manovre di partito".

Luciano Parodi

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