Il dibattito sulla riorganizzazione della sanità ligure si riaccende anche sul fronte sindacale. A intervenire è il Comitato iscritti Asl2 della Fp Cgil, che rivendica di aver espresso fin dall’inizio la propria contrarietà al progetto di riforma e punta il dito contro quelle che definisce “proteste tardive” da parte di chi, nelle prime fasi del percorso, avrebbe invece accompagnato le scelte della Regione.
Una presa di posizione netta, che parte da una metafora destinata a sintetizzare il giudizio del sindacato sull’attuale dibattito: “Siamo stati volutamente in silenzio per non confonderci nella cagnara scatenatasi nelle scorse giornate. Ma di fatto il detto “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati” ancora una volta trova conferme nei fatti”.
La Fp Cgil torna quindi alle origini del progetto. “Nell’ottobre di un anno fa il presidente Bucci definiva pubblicamente l’intenzione di riformare il sistema sanitario regionale accorpandolo in due sole aziende liguri, ospedaliera e territoriale", ricorda la nota del Comitato iscritti Fp Cgil. Secondo il sindacato, con il progressivo sviluppo del progetto sarebbero aumentate le osservazioni e le prese di posizione, mentre la posizione della Cgil sarebbe stata chiara fin dall’inizio.
“Quello della Cgil, appena compreso meglio il progetto, era di netta e chiara contrarietà – sottolinea- I nostri comunicati hanno sostenuto da subito che il progetto era superficiale, raffazzonato con lo scopo di risparmiare sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini e non di migliorare il sistema sanitario”.
Il punto centrale della critica riguarda dunque il metodo con cui sarebbe stata costruita la riforma. La Fp Cgil sostiene di aver chiesto tempi adeguati, un’attenta preparazione delle strutture territoriali, un’analisi delle differenze tra le precedenti aziende e una programmazione delle integrazioni.
“Allora noi abbiamo sostenuto che un progetto di tale portata doveva prevedere tempi adatti, preparare le strutture territoriali, approfondire le differenze tra le ex aziende e programmare le integrazioni, definire i livelli di miglioramento che sarebbero stati obiettivo da perseguire. Uniformare le condizioni economiche ed organizzative del personale”.
Nel documento viene inoltre richiamata l’esperienza di altre Regioni. “Come si presentava, la riforma non aveva, nemmeno lontanamente, preso in considerazione che una iniziativa simile, in Sardegna e nelle Marche, aveva fatto dietro front in poco tempo”.
Secondo la Fp Cgil, sarebbe mancata anche una valutazione adeguata delle caratteristiche territoriali della Liguria: “Non era valutata dal punto di vista orografico – spiega - logistico e della rete stradale la situazione della Liguria. Questi sono solo una parte dei punti da noi sollevati”.
Il Comitato iscritti Asl2 di Fp Cgil ricorda inoltre di aver esposto le proprie perplessità direttamente al presidente Bucci, nel corso di un’assemblea organizzata al Padiglione Vigiola. Ed è proprio sul ruolo di chi oggi contesta la riforma che il Comitato iscritti usa i toni più duri.
“Lo abbiamo scritto e anche sostenuto alla presenza dello stesso presidente Bucci – spiega - durante una assemblea organizzata dallo stesso presso il Padiglione Vigiola. Assemblea affollata da molti, che oggi protestano ma che allora si inchinarono al volere del manovratore. Solo qualche timida osservazione”.
La critica si estende poi a una parte del mondo sindacale. “Di più… una nota organizzazione sindacale organizzò un tour di conferenze accompagnando presidente e assessore per propagandare la validità della riforma. Oggi questa strilla in difesa della sanità savonese”.
Il riferimento, prosegue il documento, riguarda anche il cosiddetto progetto “Gaslini diffuso”: “Stessa organizzazione che, a suo tempo, sostenne il “famoso” progetto Gaslini diffuso che ha affossato le pediatrie nei territori liguri”.
Ma per la Fp Cgil il nodo della sanità non riguarda soltanto il nuovo assetto organizzativo. Al centro della questione resta soprattutto la carenza di personale. “Noi da subito abbiamo posto l’attenzione sulla carenza di personale che può essere affrontata solo con incremento degli stipendi per rendere interessante l’attività di assistenza e cura”.
Da qui la richiesta avanzata direttamente al presidente Bucci: “Per questo, nell’occasione dell’incontro con Bucci – spiega - chiedemmo di uniformare al livello più alto gli stipendi di tutto il personale”.
Il Comitato iscritti Asl2 di Fp Cgil richiama quindi la necessità di intervenire anche sul fronte della formazione e del reclutamento dei giovani. “Sarebbe poi necessaria una campagna informativa di ampia portata per incrementare l’avvicinamento alla formazione di nuovi giovani medici, infermieri, tecnici, sanitari e OSS”.
Un capitolo particolarmente significativo riguarda le prestazioni aggiuntive. Secondo i dati citati dalla Fp Cgil, “le prestazioni aggiuntive che pagano, con cifre consistenti, il lavoro extra orario di medici, infermieri e tecnici sanitari” avrebbero raggiunto, con dati aggiornati a settembre 2026, “quasi 7 milioni di euro” nell’ambito considerato dal sindacato.
La domanda posta dalla Fp Cgil è quindi politica: “Su base regionale si tratta di decine e decine di milioni di euro, una parte di queste risorse non potrebbe essere utilizzata per incentivare i giovani ad approcciarsi alle professioni sanitarie oggi così disertate?”.
Il documento guarda anche al passato, ricordando il cosiddetto presalario regionale destinato agli studenti delle scuole per infermieri: “Negli anni ’80/’90 videro grandi numeri di giovani avviarsi su questa strada lavorativa con il cosiddetto presalario della Regione Liguria riconosciuto a chi frequentava le scuole per infermieri”.
Infine, il richiamo alla necessità di difendere e rafforzare il sistema pubblico, anche sul fronte della diagnostica e delle visite specialistiche, in un contesto nel quale cresce il ricorso alla sanità privata.
“Ancora, la necessità di sostenere le attività diagnostiche pubbliche, comprese le visite specialistiche, in contrasto al crescere della sanità privata per ora ancora sostenibile dalle famiglie ma che, crescendo in proporzione, sarà sempre più pesante. Per noi la questione non è cambiata: confermiamo le nostre posizioni critiche e contrarie, motivando oggi come allora. Continueremo a batterci per una sanità pubblica, gratuita ed universale”.













