Si è conclusa a Sanremo la XIX edizione della Settimana dell’impegno antimafia, promossa dal Presidio Ponente Savonese di Libera in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Alassio. Cinque giorni di incontri e testimonianze hanno coinvolto studenti e cittadini in diverse località della Liguria, da Alassio e Garlenda a Savona, Albenga, Cengio e alla Valle Bormida, fino all’appuntamento conclusivo nella città dei fiori.
Dodici iniziative per rinnovare un impegno avviato nel 2008 e cresciuto negli anni grazie alla collaborazione con le scuole del territorio. È proprio il rapporto con il mondo scolastico a rappresentare uno degli elementi distintivi della manifestazione: non semplici occasioni per ascoltare una testimonianza, ma percorsi educativi capaci di stimolare domande, favorire il confronto e avvicinare le nuove generazioni ai temi della legalità, della giustizia e della responsabilità civica.
Protagonista, ancora una volta, Giovanni Impastato, che da oltre quarant’anni porta avanti la testimonianza e l’impegno del fratello Peppino, assassinato dalla mafia nel 1978. Attraverso il racconto della propria storia familiare, Giovanni offre ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino una vicenda che continua a parlare al presente, mostrando l’importanza della libertà di pensiero e del coraggio di denunciare le ingiustizie.
In questo percorso lo accompagna da sempre l’amico Claudio Porchia, giornalista e promotore di iniziative culturali, che ha contribuito a mantenere vivo il rapporto con il territorio e a favorire nuove occasioni di incontro. Una collaborazione che da oltre vent’anni unisce amicizia e condivisione dei valori della legalità e dell’impegno civile.
Tra i risultati più significativi di questa edizione spicca l’iniziativa dell’Istituto Comprensivo di Alassio, dal 2015 partner della manifestazione. Quest’anno la scuola ha dedicato un murale a Peppino Impastato, scegliendo di tradurre il percorso educativo in un segno concreto e visibile nella vita della comunità scolastica.
L’opera rappresenta il valore di un lavoro che non si esaurisce nell’incontro con Giovanni, ma prosegue nelle classi grazie all’impegno quotidiano degli insegnanti. Attraverso attività didattiche e momenti di approfondimento, gli studenti possono interrogarsi sul significato della lotta alle mafie e sul ruolo che ciascuno può svolgere nella difesa dei principi democratici.
Il murale diventa così un punto di riferimento permanente per la scuola e per il territorio: un modo per mantenere attuale la vicenda di Peppino e trasformarla in uno strumento di educazione alla cittadinanza. È questo uno degli obiettivi più importanti della Settimana antimafia, costruire relazioni durature con gli istituti scolastici e fare in modo che gli incontri con Giovanni lascino spazio a riflessioni e attività destinate a continuare nel tempo.
Nel corso della settimana, il confronto con gli studenti ha confermato l’interesse delle nuove generazioni per queste tematiche. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Libera, gli istituti scolastici e gli organizzatori, che negli anni hanno costruito una rete capace di coinvolgere territori e fasce d’età differenti.
Accanto a Giovanni, quest’anno ha partecipato anche la moglie Felicia, che ha presentato il libro Da Felicia a Felicia. Radici di amore e giustizia, dedicato alla figura di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino e Giovanni. La sua storia, segnata dal coraggio di opporsi alla mafia e dalla scelta di costituirsi parte civile nel processo per l’assassinio del figlio, ha arricchito il programma con una testimonianza sul ruolo delle donne nella lotta alla criminalità organizzata.
La tappa conclusiva di Sanremo ha registrato una grande partecipazione all’incontro con gli studenti del collettivo Papavero Rosso. Un appuntamento importante, che ha portato anche nella città dei fiori il dialogo con i giovani e il confronto sui temi della legalità, della libertà di espressione e della responsabilità individuale.
La testimonianza di Giovanni ha offerto ai ragazzi l’occasione di mettere in relazione la storia di Peppino con le domande del presente, ribadendo che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta da tradurre nei comportamenti quotidiani. È questo il senso degli incontri nelle scuole: non limitarsi a raccontare una vicenda, ma fornire strumenti per comprendere la società e partecipare consapevolmente alla vita collettiva.
La presenza di Giovanni Impastato a Sanremo si è intrecciata anche con il Premio Tenco, uno degli appuntamenti culturali più rappresentativi della città. Ha partecipato alle serate della rassegna e alle conferenze stampa, in un contesto nel quale la musica d’autore si conferma anche uno spazio di racconto e impegno civile.
Un legame significativo, in questa edizione, è quello con Carmen Consoli, premiata con il riconoscimento alla carriera. La cantautrice ha scritto una canzone dedicata a Giovanni Impastato e al suo impegno antimafia, creando un collegamento tra musica e testimonianza civile. Due linguaggi diversi, capaci di raggiungere pubblici differenti e di trasmettere storie e valori anche al di fuori dei contesti tradizionali dell’informazione e dell’educazione. Durante la sua permanenza a Sanremo, Giovanni Impastato ha fatto tappa anche alla trattoria La Cuvea, dove si è fermato a mangiare, ritrovando l’amico Andrea, titolare del locale. Un’amicizia sincera e consolidata nel tempo, che testimonia il legame personale di Giovanni con la città e con le persone che, negli anni, lo hanno accolto e accompagnato nelle sue visite in Liguria.
Per Giovanni Impastato il ritorno in Liguria e a Sanremo rappresenta molto più di una serie di appuntamenti pubblici. Da oltre vent’anni frequenta il territorio, dove ha costruito rapporti di amicizia e collaborazione, partecipando a incontri nelle scuole, iniziative culturali e momenti di approfondimento dedicati alla legalità.
In questo percorso lo accompagna da sempre Claudio Porchia, che ha contribuito a consolidare il legame con la città e a promuovere nuove occasioni di incontro.
“Ogni anno registriamo un incremento delle richieste di ospitare Giovanni – sottolinea Claudio Porchia – segno dell’attenzione crescente verso il messaggio di legalità e giustizia sociale. Sono particolarmente contento che quest’anno si sia realizzato un incontro con le scuole anche a Sanremo. È importante riconoscere il lavoro quotidiano degli insegnanti, fondamentali nel percorso di educazione alla cittadinanza, e sostenere le collaborazioni con gli istituti scolastici. Gli incontri con Giovanni non si esauriscono con la sua partenza: possono lasciare agli studenti domande, spunti di riflessione e occasioni di approfondimento da sviluppare in classe. Il murale realizzato ad Alassio è un esempio concreto di come un progetto educativo possa tradursi in un segno duraturo per tutta la comunità”.
La continuità di questo rapporto con le scuole è uno dei risultati più importanti della manifestazione. La partecipazione degli studenti, il lavoro degli insegnanti e iniziative come quella di Alassio dimostrano che l’educazione alla legalità richiede tempo, collaborazione e strumenti capaci di parlare ai giovani.
La XIX Settimana dell’impegno antimafia si chiude quindi con un bilancio che va oltre il numero degli appuntamenti. Da Alassio a Sanremo, la manifestazione ha messo in relazione scuola, cultura e società, confermando che il contrasto alle mafie non riguarda soltanto le istituzioni e chi opera direttamente nel settore, ma coinvolge ogni cittadino.
Il percorso proseguirà proprio da qui: dal lavoro quotidiano degli insegnanti, dalla partecipazione degli studenti e dalla capacità di trasformare una testimonianza in consapevolezza e responsabilità. Perché la legalità si costruisce anche attraverso piccoli gesti, scelte quotidiane e comunità capaci di educare alla libertà e alla giustizia.




















