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Attualità | 25 ottobre 2025, 07:29

Le cartoline che non scriviamo più e la fine di un rito estivo, dal “Saluti da…” alle foto su Instagram e Facebook

In quelle vecchie che si trovano a Savona, la Torretta ha la dicitura “Il Pilone”; in quelle di Carcare, invece, si vede piazza Sapeto quando era ancora senza la fontana

Le cartoline che non scriviamo più e la fine di un rito estivo, dal “Saluti da…” alle foto su Instagram e Facebook

Chi è stato bambino nel secolo scorso le considerava spesso una piccola seccatura: bisognava sceglierle, scriverle, trovare un francobollo, cercare una buca delle lettere. 

Un compito che rubava tempo prezioso al gioco, a quelle vacanze che sembravano durare un’eternità, mentre i genitori premevano perché si scrivesse quella cartolina ai nonni o agli zii. A casa, i parenti le aspettavano con curiosità e affetto, quasi come un rito estivo che non aveva l'immediatezza della banda larga ma richiedeva la lentezza della posta tradizionale. 

La cartolina era un segno di presenza, un frammento di viaggio che arrivava dopo giorni, portando con sé un’immagine delle vacanze e un pensiero scritto a mano.

Oggi sono scelte da qualche turista straniero o in alcuni casi riservate ai collezionisti, e al loro posto ci sono le foto scattate con lo smartphone, le storie su Instagram, i post su Facebook e magari qualche video affidato a TikTok. Immagini istantanee che viaggiano veloci, arrivano subito e si dimenticano altrettanto in fretta. Molte di quelle foto restano nella memoria del telefono, archiviate per sempre e raramente riguardate. La lentezza, l’attesa e la sorpresa che accompagnavano l’arrivo di una cartolina, come i biglietti di auguri scritti a mano, si sono dissolte nella rapidità della comunicazione digitale.

Non sono più molti, ormai, i negozi dove è possibile trovarle. Nelle località turistiche resistono ancora, mentre nei piccoli centri dell'entroterra si tratta spesso di vecchi stock risalenti agli anni Settanta o Ottanta, rimasti impolverati in qualche angolo di cartolerie o edicole di paese. Ancora oggi portano le classiche scritte “Saluti da…” e mostrano strade o piazze irriconoscibili e cambiate nel tempo.

A Savona si trovano cartoline con immagini più recenti e dalla grafica accattivante, accanto a quelle di un bel po' di decenni fa, interessanti per i collezionisti, dove il monumento simbolo della città non è la Torre Leon Pancaldo, ma “Il Pilone”. In quelle di Carcare, invece, si vede piazza Sapeto quando era ancora senza la fontana e nella piazza davanti alla chiesa è parcheggiata una vecchia Fiatdegli anni '80. Le vedute sbiadite, le grafiche d’altri tempi e i font rétro raccontano una realtà che non c’è più: quella delle vacanze in famiglia, delle cabine telefoniche e dei gettoni di rame.

A complicare le cose, per chi ancora non vuole rinunciare al piacere di spedire una cartolina, c’è anche la progressiva scomparsa delle cassette postali. Le Poste, di fronte al drastico calo della corrispondenza, stanno mandando in pensione le vecchie “buche delle lettere” per sostituirle con le nuove Smart Letter Box.

Così, quello che un tempo era un gesto semplice e universale, scrivere poche righe, incollare un francobollo e imbucare un pensiero, è diventato un atto raro, quasi poetico, soffocato da immagini digitali che viaggiano alla velocità di un clic ma restano dimenticate nella memoria di uno smartphone.

Elena Romanato

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