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Politica | 27 ottobre 2026, 09:16

Pietra Ligure, Carrara e il paradosso dell'acqua a Ranzi: "Quella dei rubinetti potrebbe essere più pulita delle cisterne"

Il capogruppo di minoranza interviene sulla crisi idrica legata ai PFAS e contesta l'estensione del divieto alla frazione: attese le analisi sulla sorgente dell'Isorella

Pietra Ligure, Carrara e il paradosso dell'acqua a Ranzi: "Quella dei rubinetti potrebbe essere più pulita delle cisterne"

La crisi idrica che ha colpito Pietra Ligure a seguito della contaminazione da PFAS nei pozzi artesiani continua a far discutere. A fare il punto della situazione è il capogruppo consiliare della Lista Indipendente per Pietra, Mario Carrara, evidenziando la situazione vissuta dalla frazione di Ranzi.

In una nota stampa, Carrara analizza in primo luogo i limiti degli interventi di depurazione basati sull'installazione di filtri: "Filtri che non hanno la capacità di distruggere i PFAS, ma solo quella di 'intrappolarli', di 'toglierli' dalle componenti dell'acqua; ma, ripetiamo, non di distruggerli".

Secondo il consigliere, una volta che i filtri si sono saturati, la loro sostituzione e il loro smaltimento comportano ingenti spese e criticità enormi, poiché essendo "eterni" devono essere smaltiti in "speciali siti appositi. Quali? Quelli, ad esempio, usati per lo stoccaggio di scorie nucleari, come cave abbandonate di sale o anfratti rocciosi a grandi profondità".

Al centro delle denunce di Carrara vi è poi la gestione della fonte alternativa dell'Isorella, una sorgente risorgiva ubicata nel Comune di Magliolo che, sottolinea il consigliere, si trova "al di sopra e non al di sotto della discarica di Magliolo, ove, per decenni, sono stati scaricati rifiuti provenienti da ogni dove".

La questione particolarmente evidenziata da Mario Carrara riguarda proprio i circa 400 abitanti della frazione di Ranzi, fatti rientrare "nel novero del 100% di quelli di Pietra Ligure, per i quali è scattata l'ordinanza di divieto di consumare a fini alimentari l'acqua dell’acquedotto, in quanto non più potabile".

Il capogruppo di opposizione rimarca come la misura appaia ingiustificata, poiché la frazione sarebbe storicamente servita proprio dall'acqua dell'Isorella. Da qui la domanda posta direttamente dal consigliere: "Perché non sono stati fatti gli accertamenti più approfonditi possibili, in particolare proprio sulla sorgente stessa dell’Isorella, prima che fosse emanata l’ordinanza di 'proibizione'?"

L'esponente di minoranza fa notare come si apprende da "comunicati stampa semiufficiali, che martedì 27 Ottobre, se le analisi confermeranno la 'potabilità' dell'acqua di Ranzi, la frazione stessa potrà essere 'stralciata' dal divieto in corso e servirsi di nuovo dell'acqua dei rubinetti a scopo alimentare", confermando esattamente "proprio quello che avevamo scritto ed evidenziato già quasi 20 giorni fa", afferma il consigliere.

Il paradosso denunciato da Carrara si completa con l'obbligo imposto ai residenti "dell’approvvigionamento di acqua dalle cisterne, se quella che scaturiva dai rubinetti delle loro case era potabile".

Nelle parole del capogruppo di opposizione, la situazione assume contorni grotteschi: "Paradossalmente, anzi, ci sarebbe da obiettare che quella che fuoriesce dai rubinetti delle loro case sarebbe più pulita di quella contenuta da giorni nelle cisterne depositate nella piazza principale, dato che quell'acqua lì, prima di usarla, si dovrebbe far anche bollire".

A supporto della propria tesi, Mario Carrara aggiunge un ulteriore elemento: "Il paradosso sul paradosso sarebbe rappresentato dal fatto che per gli abitanti di Pietra Ligure sarebbe addirittura più igienico recarsi direttamente a Ranzi per riempire le loro taniche di acqua 'subito buona', piuttosto che riempirle di acqua da sottoporre ancora a bollitura prima dell'uso, perché non del tutto sicura".

Il consigliere conclude ricordando che nella medesima condizione di Ranzi si troverebbe "anche tutto il monte Grosso 'superiore', sembra proprio servito anch’esso dall'Isorella!".

"Staremo a vedere i risultati delle analisi, fiduciosi che, se essi fossero 'conformi' come crediamo, almeno per Ranzi e per i quartieri di Pietra Ligure riforniti dall'acqua dell'Isorella, l'incubo possa finire", conclude Carrara.

Roberto Vassallo

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