Conciliare la vita universitaria con l’arrivo di un bambino significa anche poter contare su spazi adeguati alle esigenze quotidiane di cura. A questo bisogno risponde il Baby Pit Stop del Campus di Savona, situato nell’antibagno dei servizi igienici femminili, al piano terra della palazzina Delfino.
Lo spazio dispone di una comoda poltroncina per l’allattamento e di un fasciatoio, con una paratia che tutela la privacy e permette di accudire i più piccoli in un ambiente riservato e confortevole. L’iniziativa dà attuazione alle politiche di inclusione promosse dal Rettore Delfino, con particolare attenzione alle studentesse e agli studenti con figli.
"Rendere il Campus più accogliente significa riconoscere le responsabilità di cura e creare condizioni che favoriscano la partecipazione alla vita universitaria anche durante l’esperienza della genitorialità" spiegano dal Campus.
Il Baby Pit Stop si inserisce in un percorso di attenzione già avviato nell’Università di Genova, di cui sono espressione anche i “Salottini dell’allattamento” del Dipartimento di Scienze della Formazione o “Le stanze della Disconnessione” nel Dipartimento di Farmacia. Esperienze che condividono l’obiettivo di sostenere la conciliazione tra studio e vita familiare, nel rispetto dei tempi, dei bisogni e delle diverse esperienze legate alla nascita e alla cura di un bambino.
L’area dedicata presso il Campus è stata finanziata dai progetti PRISMA e PRISMA 2.0 (https://prisma.unige.it/), dedicati alla promozione del benessere psicofisico e alla prevenzione del disagio psicologico nella popolazione studentesca universitaria. I progetti affiancano interventi di ricerca e potenziamento del counseling psicologico ad attività di sensibilizzazione e formazione rivolte all’intera comunità accademica.
"In questo quadro, il Baby Pit Stop rappresenta un servizio concreto per accompagnare chi studia ed è genitore, contribuendo a una comunità universitaria attenta alle diverse fasi della vita. Il Baby Pit Stop è ovviamente a disposizione anche delle docenti, delle ricercatrici, del personale tecnico amministrativo o dei visitatori del Campus, che ne avessero bisogno" concludono.














